Appalti pubblici, anche l'Ateneo
firma il protocollo d'intesa

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
La firma del protocollo d'intesa (foto: Luca Foddai, per gentile concessione)
La firma del protocollo d'intesa (foto: Luca Foddai, per gentile concessione)

SASSARI. Dall'Ateneo arriva un importante segnale di apertura verso il mondo dell'edilizia. L'Università di Sassari ha sottoscritto questa mattina il protocollo d'intesa sugli appalti pubblici già firmato nei mesi scorsi dalla Provincia di Sassari, dai Comuni di Sassari, Porto Torres e Alghero e dal Consulta provinciale delle costruzioni. Il rettore Attilio Mastino ha firmato il protocollo alla presenza dei rappresentanti dei sindacali e dei costruttori edili. Hanno partecipato alla conferenza stampa il rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino, il direttore generale Guido Croci, il delegato rettorale all’Edilizia Aldo Maria Morace, il responsabile dell’Ufficio tecnico Simone Loddo. Per la consulta delle costruzioni c’erano il presidente di Ance (associazione costruttori edili) Confindustria Nord Sardegna Andrea Piredda, il presidente di Aniem Confapi, Leonardo Masia, il presidente di Anaepa Confartigianato Giovanni Battista Idda, Gianfranco Panai per Alleanza delle cooperative, Pietro Doro segretario Filca Cisl, Marco Foddai di Feneal Uil, Flavio Sechi segretario di Ance Nord Sardegna. Fanno parte della Consulta delle costruzioni della provincia di Sassari anche Cna Edilizia e Fillea Cgil. L'accordo prevede l'esecuzione dei lavori attraverso la concertazione tra enti locali, imprenditori e sindacati, rifiutando il criterio del massimo ribasso e contrastando al lavoro nero. Il criterio che verrà utilizzato è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa e non quello del massimo ribasso per evitare che i grandi colossi dell'edilizia si possano aggiudicare gli appalti a scapito delle imprese sarde. Le imprese locali hanno dunque chiesto il rispetto delle regole contenute nel protocollo d’intesa e cioè: “Istituzione di un tavolo permanente sull'edilizia; congruità dei prezzi a base d'asta; applicazione del sistema dell'offerta più vantaggiosa (al posto del massimo ribasso); contrasto al lavoro nero e irregolare; stesura dei piani per la sicurezza e valutazione dei costi per la loro attuazione; organismi bilaterali per la formazione e la sicurezza dei cantieri edili”. Quello che è stato approvatostamane è un metodo di lavoro, basato sul rispetto delle leggi e la trasparenza.

A disposizione per i prossimi anni ci sono 63 milioni di fondi Fas che serviranno per rinnovare le struttura dell'Università. Al primo posto ci sono i lavori di completamento funzionale del Polo Bionaturalistico di Piandanna e la realizzazione dell'Orto botanico, con una cifra di 27 milioni. Tra gli altri interventi, c'è anche la realizzazione del Polo umanistico di via Roma, via Zanfarino e via Diaz, finanziato con quasi 15 milioni. Il rettore a conclusione dell'incontro ha specificato le intenzioni dell'Università. «Non stiamo realizzando nuove cubature - ha detto - ma con questi fondi vogliamo completare le opere incompiute avviate negli anni scorsi». Numeri che potrebbero aiutare il settore dell'edilizia, in profonda crisi nel Sassarese dove, in meno di tre anni, hanno chiuso i battenti circa 2800 aziende, come ha sottolineato il presidente provinciale dell'Ance Andrea Piredda.

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