Il Turritania rivisto dagli studenti
I progetti presentati in Comune

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Si sono misurati per la prima volta in lavoro "vero", fuori dalle aule scolastiche, con tutti i dubbi ma anche gli entusiasmi che possono nascere in una 40na di ragazzi tra i 17 e 18 anni. A dargli le coordinate giuste ci hanno poi pensato i loro professori che hanno seguito passo dopo passo questo avventura che ha il sapore di una sfida. Per circa cinque mesi due classi dell'Istituto geometri "Devilla"  - la IV e la V - hanno studiato e ideato un progetto di recupero di tre edifici del centro storico: il Turritania, la scuola di Sant'Apollinare e lo stabile di porta Sant'Antonio. Armati di metro, stadia, carta millimetrata e una buona dose di entusiasmo, hanno prima preso le misure e poi, nei laboratori della scuola, hanno ideato le soluzioni più idonee. Così l'ex hotel, croce e delizia delle cronache cittadine, è stato trasformato in un museo dei Gremi, d'altronde rappresenta la porta della città, la via verso il mare, luogo adatto per sintetizzare la storia popolare sassarese e le sue tradizioni più profonde. Gli altri due invece sono stati trasformati in un luogo di svago e studio per gli studenti e nella sede della banda cittadina.

I tre piani nascono all'interno di una collaborazione tra la scuola e il Comune allo scopo di far provare delle esperienze concrete agli alunni, un modo per farli entrare nel mondo della loro professione e metterli di fronte anche alle difficoltà che potranno incontrare in seguito se continueranno a svolgere il ruolo di geometri. Oggi il frutto di questa attività è stato consegnato dagli studenti al sindaco Gianfranco Ganau, con loro erano presenti i loro docenti che li hanno accompagnati: dal dirigente scolastico Andreina Desole al coordinatore Sergio Rizzi alla profesoressa Laura Deligios.  Non è stato semplice, tutt'altro, ma come hanno rimarcato, i ragazzi hanno aderito e portato avanti i progetti con passione mentre in contemporanea svolgevano le normali lezioni in classe. I tempi ristretti non li hanno demoralizzati, anzi sono stati una sorta di valvola che li ha spinti ad andare avanti. Gli ostacoli ci sono stati: «Rilevare in edifici colpiti dal degrado non è stato semplice - ha raccontato Gabriele, uno degli alunni - Ci siamo trovati a dover risolvere situazioni diverse da quelle affrontate tra i banchi di scuola. Per questo l'aiuto dei professori è stato importante».

Adesso altri 14 studenti dello stesso istituto si preparano a fare un tirocinio nei settori dell'Urbanistica e del Suap di 50 ore lavorative. Si continua, insomma, a permettere ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro da una porta privileggiata che possa formarli per il futuro. Anche se il domani è pieno di incognite. Sergio Rizzo ha sottolineato come queste siano le ultime classi sperimentali. Poi non saranno più attivate per via di una riforma che rischia anche di penalizzare i corsi dei geometri sino a farli forse scomparire.

 

 

 

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