ECONOMIA

Fitch declassa la Sardegna
Prospettive negative per il futuro

Colpite dal segno "meno" anche Lazio, Piemonte e Sicilia
di Francesco Bellu
 (foto: Friedrich Kromberg, fotografo: W.J.Pilsak- licenza GNU)
(foto: Friedrich Kromberg, fotografo: W.J.Pilsak- licenza GNU)

SASSARI. Da "A" ad "A-". Un brutto voto quello affibiato oggi dalla Fitch alla Sardegna che scende di un gradino nella pagella stilata dalla terza agenzia di rating a livello globale. E anche le prospettive per il futuro sono tutt'altro che rosee, anzi di colorano decisamente del segno meno, visto che anche l'outlook, cioè l'indice che registra l'andamento di una società o di un Paese, è decisamente negativo. La Sardegna viene, infatti, declassata da F1 a F2. Certo non siamo i soli perché la mannaia  ha colpito anche la maggior parte delle regioni e gli enti locali italiani e la situazione è decisamente peggiore: il Lazio è retrocesso a BBB, il Piemonte scende di una nota a BBB+, mentre la Sicilia rimane stabile, con le tre "B".

A fare da effetto domino è stata la bocciatura data al nostro Paese l'8 marzo scorso, per via del risultato delle ultime elezioni, definito «non decisivo» e per questo motivo è calato da A- a BBB+ con un outlook negativo. Ancora due gradini e l'Italia rischia di finire sul precipizio del baratro dei «non investment grades», le valutazioni che implicano un certo rischio che il credito in futuro non sia ripagato. In sostanza, come rimarcano gli analisti più accreditati, l'incertezza politica di questi giorni non ha creato un terreno favorevole alle riforme strutturali e questo va ad incidere in maniera negativa sull'economia italiana. Di riflesso, questa situazione di precarietà si è poi estesa anche alle singole Regioni con un effetto a cascata dagli esiti incerti. Le stime per il 2013, secondo l'agenzia, prevedono una contrazione del Pil italiano dell'1,8 per cento, mentre il debito si avvicinerà al 130 per cento. Insomma la recessione del nostro Paese viene descritta come una delle più profonde e più a lungo del previsto.

Il quadro però è tutt'altro che omogeneo visto che nei giorni scorsi sono state segnalate delle note non del tutto catastrofiche: se da un lato Moody’s ha sospeso il giudizio sull’Italia a causa dell’indagine della procura di Trani, dall'altro Standard & Poor’s, pur evidenziando le difficoltà italiane, ha fatto sua la visione descritta dal presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, che vede nel risultato elettorale la valvola di sfogo che potrebbe liberare quelle energie che hanno sempre frenato l'Italia, attivando così un circuito economico in grado di generare quello sviluppo orami atteso da ben dieci anni. 

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