I pastori e l'Isola dei cassintegrati
Le due diverse proteste mediatiche

 (foto: Wikimedia Commons)
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SASSARI. Le due proteste simbolo di un'isola in crisi, appartengono a due settori diversi: la chimica e il mondo delle campagne, quello dei pastori. In comune hanno la questione mediatica: i pastori e i cassintegrati della Vinyls sono riusciti a comparire nei tg e nei quotidiani nazionali. Per farlo però entrambi i gruppi hanno dovuto utilizzare forme di protesta estreme. E se i cassintegrati della Vinyls di Porto Torres si sono autoreclusi ormai da sei mesi (anche se ora sono rimasti in ) nell'isola dell'Asinara, diventata appunto Isola dei cassintegrati, i pastori hanno occupato ad agosto gli aeroporti sardi, d'estate affollati più che in altri periodi. Hanno scelto quindi la via dei disagi agli utenti, sardi e non. E hanno annunciato un blitz a Villa Certosa, in Costa Smeralda, per i prossimi giorni. Senza il richiamo dell'attenzione nazionale sembra quasi che qui
nell'isola non ci si accorda del malessere economico e sociale.

I metodi. I cassintegrati della Vinyls, dopo l'occupazione vecchio stile, hanno scelto la protesta non dannosa per i comuni cittadini, con una strizzata d'occhio al noto reality show l'Isola dei famosi. E supportato le loro ragioni con un uso sapiente del web, il loro blog è infatti sempre aggiornato e la pagina di sostegno su Facebook conta da mesi più di 100mila fan. Eppure di loro non si parla quasi più, la loro vertenza dopo i tanti incontri a Roma è ferma, come in un limbo. Come anche gli impianti di Porto Torres, fermi da nove mesi, e sui possibili compratori ci sono solo voci di corridoio. Forse anche per questo il Movimento pastori sardi, capeggiato dal leader Felice Floris, ha scelto di provocare dei disagi a semplici utenti: siano essi automobilisti in viaggio sulla strada statale 131 (occupata due settimane fa) o turisti in attesa di un volo negli scali aeroportuali (colpiti dai blitz Olbia, Elmas e Alghero). Nulla di violento, ma fastidi e ritardi per far conoscere a tutti il perché della crisi del settore. Il prezzo a cui vendono il latte, dicono, è troppo basso (65 centesimi al litro), stabilito da chi compra. Loro, con quei soldi, non ci pagano nemmeno tutte le spese. Il prossimo hanno annunciato sarà vicino alla residenza sarda del premier Silvio Berlusconi, villa Certosa. Questione di giorni. E intanto incassano la solidarietà del calciatore Gigi Riva, altro mito mediatico. Ora mancano solo il blog e la pagina su Facebook.




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