«Salme in casa per diversi giorni»
Emergenza nella sanità ozierese

L'abitato di Ozieri
L'abitato di Ozieri

SASSARI. «In caso di lutto, i cittadini del Distretto sanitario di Ozieri sono costretti a tenere in casa le spoglie dei propri cari anche per diversi giorni». Lo denuncia il consigliere regionale del Partito democratico, Valerio Meloni, in un’interrogazione presentata questa mattina all’assessore regionale della Sanità e sottoscritta dai suoi compagni di partito che fanno parte della commissione competente in tema di politiche sanitarie, Marco Espa, Francesca Barracciu ed Elio Corda. Secondo l’esponente sassarese del Pd, «questa emergenza è solo la dimostrazione più eclatante dei disservizi che quel territorio deve subire a causa della gravissima carenza di organico cui è costretto il Servizio di igiene e sanità pubblica del distretto ozierese».

Nell’interrogazione depositata questa mattina, «il distretto sanitario di Ozieri ricomprende un’ampia porzione del territorio isolano, cui fanno capo ben diciassette Comuni», spiegano Valerio Meloni e gli altri firmatari. «Originariamente il servizio era coperto da cinque medici, che garantivano con efficienza la profilassi delle malattie infettive, le vaccinazioni per i bambini, le certificazioni medico-legali, le visite per il rinnovo delle patenti di guida, le visite per l’accertamento di invalidità, le disinfezioni e le derattizzazioni degli edifici pubblici, i certificati di idoneità per gli alloggi, le visite fiscali e la medicina necroscopica», è la considerazione di partenza. Attualmente, invece, «a garantire tutto il servizio nel distretto sono rimasti solo due medici, e uno di loro non ha garantito la reperibilità», prosegue l’interrogazione. «Per restare a un aspetto che emerge anche a causa dell’anzianità sempre più elevata della popolazione di quel territorio – è l’allarme di Valerio Meloni e degli altri consiglieri del Pd – oggi un solo medico deve garantire per diciassette Comuni la compilazione dei certificati di morte e il successivo interramento».

Per via di questa situazione, denunciano i firmatari del documento, «si sono già verificati numerosi casi in cui i cittadini di quel territorio si sono trovati nella sconveniente situazione di attendere per diversi giorni, con in casa le spoglie di un proprio caro ormai defunto, prima di ottenere le necessarie autorizzazioni». Un’emergenza sanitaria che nei prossimi mesi rischia di aggravarsi, dato che «il medico cui è affidato questo servizio dovrà effettuare entro giugno, per legge, ottanta giorni di ferie arretrate».

I concorsi pubblici sono bloccati, «ma esiste una graduatoria da cui si può attingere per la nomina a tempo di specialisti di medicina pubblica», è la soluzione che indica l’interrogazione di Valerio Meloni per ovviare al problema. Tuttavia, insiste, «la Asl giustifica la sua mancanza di iniziativa con una circolare regionale che impedisce le assunzioni a tempo». Uno zelo sconfessato dai fatti, secondo i sottoscrittori dell’interrogazione. «Si ricorre alle nomine a tempo di veterinari e infermieri, anche attraverso lo strumento del lavoro interinale, e sembrerebbe che si proceda di frequente al rinnovo di contratti a tempo per medici da impiegare in altri servizi», dicono. Evidentemente, sfugge «il carattere di emergenza del problema sollevato dagli stessi amministratori del territorio interessato».

Valerio Meloni, Marco Espa, Francesca Barracciu ed Elio Corda chiedono all’assessore regionale della Sanità «che riferisca quali misure la giunta regionale intende adottare per eliminare e risolvere questo grave disservizio, ripristinando perlomeno le condizioni precedenti e individuando le modalità di implementazione del servizio in un’ottica di piena efficienza e di piena soddisfazione per i cittadini e per i medesimi operatori».

 

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