L'opposizione contro Luciano Chessa
«Farebbe bene a dimettersi»

Dai capigruppo di minoranza fioccano dure accuse anche al sindaco Ganau
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Gianfranco Ganau e Luciano Chessa
Gianfranco Ganau e Luciano Chessa

SASSARI. L'opposizione si scaglia compatta contro il presidente del Consiglio comunale, Luciano Chessa. I capigruppo di minoranza, in una dura nota, evidenziano "l'incapacità" del presidente nel gestire le regole sul funzionamento del consiglio comunale. "Una incapacità - dicono dall'opposizione - non più sopportabile vista la gravità delle condizioni in cui versa la città. La manifesta incapacità del presidente Chessa di essere garante delle prerogative dell’opposizione è ormai acclarata, per ricoprire un ruolo così importante come quello di presidente del consiglio occorre una autonomia che l’attuale presidente non ha mai dimostrato di possedere per le quali, alla luce dei motivi enunciati bene farebbe a dimettersi immediatamente".

"Venerdì scorso - raccontano i consiglieri di minoranza - a Palazzo Ducale si è svolta la conferenza dei capogruppo con all'ordine del giorno la rimodulazione delle commissioni permanenti. Era un provvedimento atteso da tutti perchè segnava finalmente la fine della paralisi e del blocco delle commissioni determinato dal provvedimento di scioglimento delle commissioni permanenti del Presidente il Consiglio Luciano Chessa. All'improvviso il colpo di teatro: come opposizione abbiamo scoperto che i 21 commissari dimissionari non hanno ritirato le dimissioni. Ma allora, ci chiediamo, perchè il presidente ha convocato la riunione? Un imbarazzo palpabile che, al di là del termine perentorio di richiesta fatta dal presidente Chessa di formalizzazione delle dimissioni entro la data di "mercoledì" prossimo, si trasforma in ilarità quando il presidente dichiara che in assenza del provvedimento scritto avrebbe d'ufficio surrogato i commissari".

Da qui l'interrogativo dei capigruppo di opposizione: "Come mai la volta scorsa ha usato il provvedimento dello scioglimento e adesso usa quello della surroga. Il sindaco, evidentemente partecipe di questa decisione, dimostra di non preoccuparsi delle emergenze e degli interessi della città ai quali antepone le problematiche della sua maggioranza. E' evidente che il vero motivo dello scioglimento è la preoccupazione di perdere la maggioranza nelle commissioni  e di ragionare con la solita arroganza dei numeri che, per loro logica natura, mal si sposano con i recenti risultati elettorali che hanno fortemente stigmatizzato la bocciatura sua, di tutta la giunta e di questo modo ormai vecchio di fare politica di bottega".

 

 


 

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