Test d'ingresso, interviene Mastino:
«Dall'Università pieno rispetto
delle regole di anonimato»

 (foto: Ufficio stampa Università di Sassari, Giuseppe Schibeci)
(foto: Ufficio stampa Università di Sassari, Giuseppe Schibeci)

SASSARI. "L’Università ha tenuto un comportamento assolutamente ineccepibile, trasparente e rispettoso dei diritti di tanti giovani cittadini e del loro futuro professionale. Un comportamento che non mancherà di rilevare e di dimostrare in sede di appello della sentenza nelle sedi opportune". Il rettore dell'Università di Sassari, Attilio Mastino chiarisce così la posizione dell'ateneo alla luce della sentenza del Tar che ha riammesso circa 100 studenti non ammessi al test d'ingresso per i corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. 

Mastino aggiunge: "Nell’articolo si sostiene che al centro del ricorso presentato dai giovani aspiranti medici ci sia il fatto che la commissione abbia identificato i candidati durante la prova chiedendo loro di mettere accanto al codice segreto la propria carta di identità e che, dunque, i componenti della commissione stessa abbiano avuto la possibilità di individuare, durante le fasi di correzione, i singoli compiti. Cosa che avrebbe dato modo di risalire a chi appartenevano, violando così tutte le regole di segretezza e anonimato dei concorsi pubblici. L’articolista - aggiunge il rettore - nell’evidenziare la presunta violazione delle regole di segretezza e anonimato, ha ripreso letteralmente quanto contenuto nella sentenza del Tar cadendo, mi pare, in errore: infatti, la commissione che ha seguito l’espletamento della prova di accesso era semplicemente una commissione di vigilanza, che non aveva alcun ruolo nella fase successiva di correzione dei compiti, affidata per disposizione ministeriale al Cineca con sede a Bologna, e ciò proprio a garanzia di quelle regole di segretezza e anonimato che debbono contraddistinguere qualsivoglia selezione ad evidenza pubblica".

Il rettore specifica inoltre che l’Università, in tutte le fasi di espletamento della prova, si è scrupolosamente attenuta alle disposizioni ministeriali, che, tra l’altro, prevedevano che i candidati dovessero essere sempre prontamente riconoscibili dai componenti della commissione di vigilanza; di qui l’esigenza  di esporre  il documento di riconoscimento. Inoltre, sempre per disposizione ministeriale, il Cineca ha ricevuto in consegna esclusivamente i moduli contenenti le risposte dei candidati, senza la scheda anagrafica, e  ha provveduto alla correzione degli stessi tramite un sistema informatico che assicura il pieno anonimato. Soltanto dopo, al rilascio da parte del Cineca della graduatoria elaborata unicamente sulla base dei punteggi assegnati e dei relativi codici, nel pieno rispetto – si ribadisce – delle regole di segretezza e anonimato a cui si è fatto giustamente appello - sono stati effettuati gli abbinamenti. Del resto, non credo fosse possibile disporre una completa insonorizzazione del Palazzetto dello sport per evitare qualunque tipo di fastidio al lavoro dei concorrenti".

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: Ufficio stampa Università di Sassari, Giuseppe Schibeci)