Università, corso di laurea "bocciato"
Insorgono i prof di Scienze Politiche

di Daniele Giola

SASSARI. Una classica storia all'italiana: un'iniziativa che supera indenne i primi pareri vincolanti, che viene corretta in seconda istanza come richiesto da altri organi e che poi, come in un morboso girotondo burocratico, finisce per arenarsi proprio là dove aveva ottenuto un primo "via libera". E' il caso del corso di laurea in Ingegneria dell'Informazione - classe L8 - proposto dal dipartimento di Scienze Politiche: un nuovo percorso di studi che dopo aver modificato il suo nome in "Sistemi di elaborazione e tecnologie dell'informazione" così come indicato dal Coreco (il comitato di controllo interuniversitario dei due atenei sardi) ha ricevuto nei giorni scorsi l'inaspettato "no" alla sua istituzione da parte del Senato Accademico, lo stesso che solo un anno fa aveva espresso parere positivo insieme al Consiglio di amministrazione dell'Università di Sassari.

"Riteniamo questo rifiuto un atto arbitrario, un danno al territorio e all'Ateneo. Un danno alla democrazia perché si sta facendo del potere un uso arrogante che impedisce ai professori di svolgere il proprio lavoro e a tanti giovani di trovare nuovi sbocchi formativi e occupazionali", ha sottolineato la direttrice del dipartimento di Scienze politiche Antonietta Mazzette, che ha definito il suo intervento "una denuncia che mai avrebbe voluto fare, un atto d'accusa dal quale va tenuto fuori il rettore Attilio Mastino, che ha sempre sostenuto e affiancato la nascita del corso".

A lasciare impietriti docenti e dirigenti del dipartimento sono state, in particolare, le tardive motivazioni addotte dal Senato accademico per spiegare la decisione, ovvero 'un contesto di crisi economica e di stabiltà nel quadro del riferimento normativo'. Motivazioni definite "superficali"  anche perché, dicono i docenti di Scienze politiche, "proprio quel corso sarebbe andato a coprire una lacuna nella offerta formativa regionale e avrebbe risposto concretamente alla diaspora dei giovani di talento che troppo scelgono sedi di studio lontane e assai frequentemente non rientrano". Nel corso di una conferenza stampa è stata quindi annunciata una mozione con la quale si chiede al rettore Mastino che chiarisca in un documento pubblico se il corso rientri nelle prospettive strategiche dell'ateneo, e al cda che riveda la sua decisione e istituisca a partire dal 2014 il corso di studi.

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