La Dinamo alla scuola di San Giuseppe
Tra i bambini entusiasmo alle stelle

 (foto: Ufficio stampa Dinamo)
(foto: Ufficio stampa Dinamo)

SASSARI. Il Banco fra i banchi. Nuovo appuntamento con le scuole per la Dinamo Banco di Sardegna. E' toccato allo storico istituto di San Giuseppe del dirigente Angelo Fara, ai tantissimi bambini delle scuole elementari, ricevere l'attesa visita della delegazione biancoblù. Bandierine e musica, cori da palazzetto e gioia negli sguardi dei piccoli tifosi accorsi in massa, accompagnati dalle loro maestre, per far festa assieme ai loro beniamini. Là dove tutto era cominciato, il dirigente scolastico Angelo Fara prende la parola, ringrazia docenti e ospiti seduti al tavolo: uno dei fondatori della Dinamo, Bruno Sartori, l'assessore allo Sport del Comune di Sassari Alessio Marras e un grande poker di protagonisti in maglia biancoblù: Drake Diener, Brian Sacchetti, Mauro Pinton e Tony Easley.

Le parole. Alessio Marras, assessore allo Sport del Comune di Sassari: "Anche quest'anno la Dinamo è ospite del secondo circolo, non a caso perché oltre 50 anni fa la squadra é nata proprio in questa scuola, sul suo campetto esterno. Il Comune ha deciso di ricostruire, in chiave moderna, quello storico campetto che generò questo sogno, da usare in orario scolastico e non". Roberta La Mattina, dirigente settore giovanile biancoblù e presidente del consiglio di istituto, presenta i giocatori: "Li conoscete tutti, loro sono Drake Diener, Tony Easley, Brian Sacchetti e Mauro Pinton - boato alla presentazione di ognuno -. Se avete domande fatele pure, i ragazzi sono a vostra disposizione ".

Le domande. Il cibo sardo che preferisci, chiede a Drake il primo dei giovani intervistatori: "Mi piace molto il formaggio pecorino". A Easley piace invece il porcetto, Brian mangia tutto, mentre Mauro Pinton adora le copulette di Ozieri. E della città di Sassari? "La gente che la rende unica" dice Brian, "alcune zone del centro come piazza Tola" è invece la risposta di Pinton. Tifosi e ambiente, dicono in coro "Slim" e Man-Drake. Si passa poi alle origini della passione sportiva: "Volevo essere come Jordan" afferma Easley con Brian Sacchetti a far da traduttore, seguito a ruota da Mauro Pinton. "Drake che squadra tifi oltre la Dinamo? Risposta: "Da quando avevo 5 anni tifo per i Boston". Quanto è importante l'allenatore? "Poco" dice ironico Brian Sacchetti riferito a suo padre Meo, prima di affermare e ribadire la "piena importanza del gruppo e del tecnico". E poi ancora l'Nba, il sogno di essere un wrestler di Tony Easley, il campionato al vertice, sensazioni, il rapporto con il pubblico, i fischi arbitrali ("Bisogna sorridere, anche quando non è giusto") e prospettive raccontate ai piccoli interlocutori che si confrontano con i giganti in italiano ed in perfetto inglese.

Lieto finale. Alla fine spazio agli autografi, alle foto, alle strette di mano. Una felice e festante invasione, con le bandierine a diventare cimeli firmati dai giganti, letteralmente sommersi dalla marea di micro tifosi. Quando poi entra in ballo la palla, è un 200 vs 4 a prendere forma. A San Giuseppe resta il ricordo di una splendida giornata ed un pallone autografato dall'intero roster di coach Meo Sacchetti. Alla prossima, dicono, e forza Dinamo.


 

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