Negozi chiusi a Pasquetta, 2400 firme
per ottenere il sostegno del sindaco

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Hanno raccolto in meno di quattro giorni circa 2400 firme a sostegno di una battaglia che definiscono a «protezione sociale dei lavoratori». Questa mattina il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau e l'Assessore al Commercio, Gianni Carbini hanno incontrato a palazzo Ducale, una folta delegazione di lavoratrici e lavoratori di un centro commerciale cittadino, appartenente a una nota catena multinazionale per raccogliere l'accorato appello rivolto alle istituzioni cittadine, alle quali chiedono solidarietà e impegno per contrastare gli effetti della legge nazionale sulle liberalizzazioni.

Il primo cittadino ha manifestato pieno sostegno e massima condivisione alle ragioni della protesta. Una posizione costante, presa fin dai giorni successivi alla promulgazione della riforma nazionale che ha liberalizzato le aperture domenicali dei centri commerciali. «Lo abbiamo fatto  nei mesi scorsi e siamo pronti a rifarlo – ha dichiarato il sindaco Ganau – portando il nostro contributo a iniziative volte a tutelare i lavoratori, come quella organizzata su tutto il territorio nazionale dalla Confesercenti e dalla CEI “Libera la Domenica”, o la stessa raccolta firme promossa in città nel periodo natalizio da Padre Paolo Atzei, Arcivescovo di Sassari, contrario come noi  alle aperture nelle giornate festive». Il sindaco di Sassari ha ricordato le lunghe trattative con i rappresentanti della grande distribuzione, quando la competenza  in materia di commercio -  era ancora in capo ai Comuni, «contrattazioni difficili per contenere il numero di aperture domenicali» ha ricordato il primo cittadino,  o i ragionamenti messi in campo - in vista dell'apertura della Ztl in centro storico -  per rendere competitive le attività commerciali della parte più antica della città, programmando un calendario con aperture alternate, al centro e nella zona industriale.

«Il Comune di Sassari ha manifestato da subito e in perfetta solitudine rispetto alle altre amministrazioni sarde -  come ha ricordato l'Assessore Carbini -  tutta la sua contrarietà all'entrata in vigore delle norme sulle liberalizzazioni». L'amministrazione comunale lo ha fatto anche sollecitando  la Regione Sardegna, affinché  rivendicasse nei confronti dello Stato le proprie competenze.  «E grazie anche ai nostri solleciti – ha ricordato Carbini -  la Regione ha presentato ricorso alla corte Costituzionale, sollevando proprio la questione relativa alla legittimità di uno degli articoli del decreto ritenuti lesivi per l'autonomia della Sardegna in materia di commercio». Purtroppo la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il ricorso, provvedendo a disporre la liberalizzazione degli orari delle attività di commercio e somministrazione.

Il sindaco e l'assessore hanno infine anticipato la costituzione di un nuovo tavolo di concertazione anche con i rappresentanti della grande distribuzione per promuovere un confronto e ragionare insieme sulle aperture festive, favorendo una programmazione annuale che possa tutelare la vita sociale delle famiglie.

 

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