La Asl potenzia le cure domiciliari

 (foto: albanesi.it)
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SASSARI. Nell’ambito della riorganizzazione della rete dei servizi offerti nel territorio, il Distretto di Sassari della Asl n.1 ha avviato, in fase di sperimentazione, un percorso di “dimissione protetta” per alcune tipologie di pazienti ricoverati nei reparti di Lungodegenza, Medicina Interna e Geriatria del Presidio Ospedaliero di Sassari.

Nei giorni scorsi, in occasione del periodo eccezionale di sovraffollamento di alcuni reparti del Santissima Annunziata, una équipe dell’UVT (Unità di valutazione territoriale) guidata da Roberto Di Fraia ha valutato, in collaborazione con i direttori delle unità operative ospedaliere, i casi dei degenti che una volta dimessi potevano essere seguiti a domicilio.
Oltre 10 pazienti hanno potuto beneficiare di una “dimissione protetta” con l’attivazione di un piano assistenziale in grado di garantire, in sinergia con i medici di medicina generale, qualità e continuità delle cure a domicilio. A breve, analoga iniziativa sarà posta in essere anche con la Struttura di Osservazione Breve del Pronto Soccorso, dove per alcuni pazienti sarà previsto un percorso di cure domiciliari invece del ricovero.

Il progetto, che vede coinvolto anche il Comune di Sassari per gli aspetti relativi all'integrazione fra sanitario e sociale, verrà illustrato nei prossimi giorni ai medici di medicina generale, alle Unità Operative Ospedaliere e distrettuali coinvolte, in un incontro nella sede della direzione aziendale della Asl di Sassari.

L’obiettivo della Asl è quello di creare una nuova sinergia tra ospedale, territorio distrettuale ed ente locale al fine di contribuire a garantire appropriatezza e umanizzazione delle cure, individuando il domicilio come luogo di cure privilegiato.

Nel 2012 i pazienti assistiti a casa sono stati oltre 600 di cui circa trecento nelle cure di terzo livello, rivolte principalmente all’assistenza di pazienti affetti da patologie oncologiche in fase terminale.
Nel territorio del Distretto di Sassari, inoltre, vengono seguiti undici pazienti con malattie neurologiche degenerative croniche come la SLA, la metà dei quali assistiti con la collaborazione delle strutture ospedaliere di Rianimazione.

“Per il 2013 – assicura il direttore del Distretto di Sassari, Nicolino Licheri - sarà rimodulata e implementata la qualità del servizio, garantendo a domicilio la presenza di un ampio ventaglio di professionalità specialistiche tra cui il medico palliativista e il geriatra per la gestione delle problematiche complesse. Inoltre, limitatamente a situazioni indifferibili, sarà possibile effettuare le trasfusioni a domicilio con lo specialista ematologo”.
Per il direttore del Distretto di Sassari un’altra priorità su cui è necessario attivarsi al più presto è quella relativa ai malati terminali che continuano ad avere come riferimento i reparti ospedalieri. “Una situazione drammatica che riguarda soprattutto quei casi dove sono assenti adeguate condizioni familiari che non consentono ai malati di essere assistiti a domicilio” spiega Nicolino Licheri.

La Asl di Sassari, in attesa dell’individuazione di una struttura intermedia come quella dell’Hospice, sta prevedendo, dove possibile, l’attivazione di un percorso di assistenza domiciliare con il duplice obiettivo di garantire continuità e umanizzazione delle cure al malato e supporto alla famiglia e di ridurre il ricorso al ricovero in ospedale individuato troppo spesso come unico “rifugio alternativo”.

La valutazione e la presa in carico delle persone con problemi sanitari e sociosanitari complessi viene assicurata dalla Asl di Sassari attraverso il punto unico d'accesso (PUA). Rivolto in particolare a persone anziane e con disabilità, il PUA è gestito da uno staff di operatori che ascoltano e analizzano i bisogni dell'utente e dei familiari, e con loro individua il percorso terapeutico più adatto.

 

 

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