L'Odontoiatria dell'Aou si dota
di 11 nuove poltrone da dentista

di Grazia Sini

SASSARI. Undici passi colorati nella lunga strada per il miglioramento della sanità pubblica, undici passi colorati nella lunga strada per il miglioramento dell’istruzione pubblica. Quelli presentati oggi nell’Unità operativa di Odontoiatria dell’Azienda ospedaliero universitaria dalla professoressa Pierfranca Lugliè non sono infatti semplici poltrone dentistiche, ma il risultato di anni di impegno per ottenere «strutture necessarie sia per insegnare agli studenti dei corsi universitari sia per fare assistenza ai pazienti».

Con i fondi aziendali raccolti grazie alle prestazioni fuori dai livelli essenziali di assistenza (protesi, ortodonzia, etc) è stato possibile sostituire undici riuniti ormai vecchi con altrettanti di ultima generazione che possono permettere di eseguire cure più moderne e che prima non erano possibili. L’Odontoiatria della Aou può contare oggi su 29 poltrone da dentista, di cui undici che rappresentano un fiore all’occhiello della sanità pubblica. Il rettore, Attilio Mastino, che ha preso parte alla presentazione di stamattina, ha inoltre detto che l’Università sta cercando di finanziare altre 9 riuniti. Non solo, l’Ateneo punta a migliorare anche il corso di studi: ha previsto per quest’anno un posto di ricercatore e gli stessi riuniti moderni permettono agli studenti un miglior apprendimento.  Due delle 11 poltrone nuove danno la possibilità una di praticare particolari cure canalari, mentre l’altra, che si trova in Chirurgia, in futuro potrebbe essere utilizzata per l’implantologia. Gli undici riuniti sono acquisti in service: l’Aou verserà 55mila euro l’anno per cinque anni. Con gli stessi fondi, inoltre, è stata comprata una nuova autoclave per la sterilizzazione dei ferri e un elettrobisturi.

L’Unità operativa di Odontoiatria, che si trova in viale San Pietro, è composta da diversi ambulatori, ognuno con specifici compiti: Accettazione e Igiene Orale, Protesi e Gnatologia, Conservativa, Pedodonzia, Ortodonzia e Chirurgia. Le liste d’attesa variano a seconda delle cure richieste. Per una prima visita, che si prenota tramite il Cup, i tempi sono di circa due mesi, ma naturalmente chi ha un’emergenza (un ascesso o un mal di denti) è curato subito.

L’acquisto dei nuovi riuniti permette di migliorare il servizio erogato quotidianamente negli ambulatori della Clinica che opera a favore di tutte la fasce della popolazione «con un’attenzione particolare - ha detto la professoressa Lugliè - alle componenti più deboli quali i cittadini in condizione di indigenza e i disabili». La crisi ha fatto aumentare i pazienti che si rivolgono alla struttura pubblica (in media vengono curate 13mila persone l’anno), per questo l’esigenza di rinnovare l’attrezzatura e permettere terapie sempre migliori, moderne e all’avanguardia si faceva sempre più incalzante. «Tutti noi cerchiamo di venire incontro alle necessità di ogni paziente, ma abbiamo sempre un occhio di riguardo per i bambini, in special modo per i disabili» ha spiegato la professoressa. E guardandosi attorno, tra le poltrone colorate, i pupazzi sparsi qua e là e i poster appesi alle pareti non è difficile crederlo: «In ambulatorio curiamo i disabili con cui riusciamo a collaborare. Per gli altri invece siamo riusciti a ottenere due volte al mese le sale operatorie per poterli curare sotto anestesia».

 

 

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