Dentro i segreti del teatro Verdi
Aperto per le giornate del Fai

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Un tuffo nel passato che affonda le radici alla fine dell'Ottocento è questo il viaggio proposto dal Fai (Fondo ambiente per l'Italia) che domani e domenica, in occasione della "Giornata di primavera", apre al pubblico luoghi nascosti del nostro Belpaese. A Sassari sarà possibile andare dietro le quinte del teatro Verdi, andare oltre la scena per conoscere la "magia" del palcoscenico tra i camerini degli artisti, il museo dei costumi di scena, i bozzetti, i disegni e i progetti originali. Le visite inizieranno a partire dalle 15,30 e si chiuderanno alle 18,30 per riprendere poi la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ad accompagnare i visitatori saranno, come tradizione, i ragazzi delle scuole, in questo caso gli studenti del Liceo Azuni, del Tecnico agrario Pellegrini, del Tecnico commerciale Giovanni XXIII e dell'istituto d'Arte Figari. Previste anche guide in inglese e francese ma solo per la domenica dalle 15 alle 18.

«Il Fai da sempre impegnato alla salvaguardia dell'ambiente tutela i beni storici testimoni dell'antica tradizione culturale del nostro Paese. Seguendo questa filosofia -dice il Capo delegazione Fai di Sassari Angelo Tilocca- abbiamo pensato di richiamare l'attenzione sul teatro Verdi che dopo essere stato il fulcro della vita culturale sassarese per più di cento anni rischia ora di andare incontro ad un progressivo declino. Crediamo che questo importante testimone del passato debba avere ancora un importante ruolo nella nostra città e debba per questo essere salvaguardato anche ora che non è il “primo” Teatro sassarese».

La storia del Verdi. La costruzione del teatro durò poco più di un anno e l’8 dicembre 1884 venne inaugurato ufficialmente con il "Riccardo III" del maestro sassarese Luigi Canepa. Dalla sua inaugurazione fino ai primi anni del ‘900 il teatro godette di stagioni liriche che duravano dai quaranta ai cinquanta giorni. Nei primi decenni del Novecento però lo spettacolo operistico perdette vigore e la sala del Verdi si avvicinò al successo travolgente del cinema. La sera dell’undici maggio 1923 fu proprio il cinema a causare la fine del Teatro sassarese; una scintilla partita da una pellicola cinematografica provocò un incendio che distrusse quasi completamente il Teatro. Fu un’enorme perdita per l'intera città, il Politeama infatti rappresentava un luogo di estrema importanza per i cittadini sassaresi. Dopo tre anni il Verdi fu ricostruito con uno stile più moderno senza palchi e affreschi nella forma che è arrivata a noi.

Ad Alghero invece ci si concentrerà solo la giornata di domenica tra i giardini e la casa di Giuseppe Manno, il nuovo liceo artistico "Francesco Costantino" e la scuola primaria del Sacro Cuore. Orari di apertura dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Come "ciceroni" ci saranno gli studenti dell'istituto comprensivo Alghero 1 e della scuola Primaria Sacro Cuore Alghero 1 (scuola elementare. Visite anche in inglese, francese, catalano nelle ore 9.30 – 13.  La casa Manno è stata restaurata recentemente ed è dedicata al grande storico e politico algherese, segretario privato di Carlo Felice e Primo ufficiale della Segreteria di Stato. Il museo, gestito dalla Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto possiede un percorso espositivo che si snoda su 11 sale e al cui interno è presente un considerevole patrimonio comprendente libri antichi, arredi, quadri, manoscritti, documentazione originale di assoluto rilievo storico e il busto, opera del Canonica, della statua raffigurante Giuseppe Manno presente presso i giardini a lui intitolati.

Giunta alla sua ventunesima edizione, la giornata Fai di primavera è diventata un appuntamento irrinunciabile per molti italiani sparsi per tutto lo "stivale" e le isole, tanto da coinvolgere oltre 6milioni e mezzo di persone. In tutto sono 700 i luoghi aperti questo fine settimana. Posti spesso inacessibili e che vengono fatti visitare appositamente per questa occasione. Un patrimonio immenso tra chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini; persino caserme, centrali idroelettriche e un osservatorio astronomico.

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