Asl, raccolta di plasma in aumento
grazie a nuovi regolamenti

 (foto: Ufficio stampa Asl)
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SASSARI. Migliorare l’attività dei centri trasfusionali, incentivare l’utilizzo degli emoderivati, aumentare la produzione di plasma abbattendo i costi per l’Azienda Sanitaria Locale. Sono alcuni degli obiettivi del "Progetto plasma", promosso dalla Asl 1 in raccordo con i servizi di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Sassari, Alghero e Ozieri. Emoderivati come l’albumina, le immunoglobuline e il Fattore VIII sono farmaci indispensabili utilizzati nella cura di numerose patologie (immunologiche, epatiche, renali ed emorragiche) e possono essere ricavati esclusivamente dal plasma di cui l’Italia ed anche la Sardegna sono fortemente carenti. Per questo motivo si è costretti ad acquistarlo dall’estero con un esborso notevole per il sistema sanitario nazionale.

Per raggiungere l’autosufficienza, prevista dal piano sangue nazionale e regionale, occorre pertanto raccogliere molto più plasma da poter inviare all’industria farmaceutica che provvede ad estrarre i vari componenti che poi ritorneranno in Sardegna sotto forma di farmaci salvavita per moltissimi malati. Per raggiungere questi obiettivi l’Asl di Sassari ha definito un nuovo regolamento che disciplina il trattamento e la gestione del plasma non utilizzato per fini trasfusionali con l’attribuzione di ore aggiuntive al personale dei centri trasfusionali. Grazie alle innovazioni introdotte a luglio dello scorso anni l'Azienda sanitaria locale ha chiuso il 2012 con un aumento significativo della produzione di plasma destinato alla lavorazione industriale passando da 13.012 sacche del 2011 a 15.182 del 2012, con un incremento del 29 per cento. La produzione pro-capite è passata da 0,86 kg ogni 100 abitanti nel 2011 a 1,11 kg ogni 100 abitanti nel 2012, dato questo che ha portato la ASL di Sassari ad avere i valori migliori di tutta la Sardegna che ha invece una media dell’0,74. In termini economici l’Azienda ha ridotto la spesa del 26 per cento rispetto al 2011, passando da 430.839 mila euro a 319.859 mila euro rendicontato a fine dello scorso anno.

Inoltre, grazie soprattutto alle attività avviate in via sperimentale dal centro trasfusionale dell’ospedale civile di Alghero, l’orario aggiuntivo ha consentito di migliorare l’offerta mediante la donazione su appuntamento e l’orario continuato due volte alla settimana, inoltre, per i pazienti in condizioni particolarmente critiche sono state attivate le trasfusioni domiciliari nell’ambito di tutto il distretto di Alghero. Grazie al potenziamento dell’attività, pienamente supportata da tutti i donatori e dalle associazioni, il servizio trasfusionale di Alghero ha ottenuto un incremento sostanziale delle unità di sangue che sono passate in un anno da 3.795 a 6.015 unità. In aggiunta, si è registrato un incremento dell’aferesi produttiva (rimozione di una o più componenti del sangue) del 240 per cento ponendo il centro trasfusionale di Alghero come primo produttore di plasma in aferesi di tutta la Sardegna, con produzione pro-capite ai livelli del Veneto (dati ufficiali del Centro nazionale sangue).

«Più plasma si produce, più emoderivati la Asl potrà ricevere dalle Aziende farmaceutiche senza dover sostenere nessun esborso aggiuntivo destinando così le risorse risparmiate ad altre necessità» spiega il direttore generale della Asl di Sassari Marcello Giannico. Nell’ambito del "Progetto plasma", infine, sono state definite nuove convenzioni con l’Associazione Fratres “Riviera del Corallo” e la Croce Rossa nonché un’altra convenzione, unica, con l’Avis provinciale che comprende anche le attività delle Avis comunali. Tutto ciò consentirà alla Asl un risparmio ulteriore di denaro pubblico a fronte di un incremento delle attività di raccolta. Prossime sfide della Asl di Sassari saranno l’accreditamento entro il 2014 dei centri trasfusionali di Sassari, Alghero e Ozieri.

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