Il tappeto di Nule trionfa
al concorso di Cartagine

 (foto: SassariNotizie.com)
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CARTAGINE. Un grande progetto di cooperazione, un ponte sul Mediterraneo che ha unito le due culture attraverso l’artigianato e l’arte del tappeto. Questa l'essenza del concorso, organizzato da Assadakah Sardegna, Centro italo arabo del Mediterraneo, insieme al partner tunisino Centre Technique de Création, d’Innovation, nell’ambito del progetto ‘Diart – Le Dialogue Interculturel à travers l’art du tapis’ e partito lo scorso settembre, che ha visto la partecipazione di 40 tessitrici. In finale sono arrivate 5 le artiste sarde candidate a partecipare alla fase conclusiva e competere con le 5 colleghe tunisine.

Il primo posto è stato assegnato a Giovanna Chessa, tessitrice di Nule, al secondo posto l'opera del tunisino Taieb Ben Aziz, mentre al terzo posto la tessitrice di Urzulei Elena Mulas. Nell'Acropolium di Cartagine, l'esposizione delle opere delle artiste, in un tripudio di colori e forme capaci di unire innovazione e tradizione.

Le storie cartaginesi si intrecciano con quelle dell’entroterra sardo.
Le mani veloci intrecciano i fili colorati, i gesti si ripetono sicuri, in terra tunisina così come in Sardegna, un sapere che si tramanda di madre in figlia e traccia la storia di due civiltà millenarie. Molti i tratti in comune tra il tappeto sardo e quello tunisino la lavorazione della lana e il processo di cardatura, la tintura del filato, i gialli intensi ottenuti con l’utilizzo di materie prime naturali. Il tappeto narra storie di popoli antichi, esprime emozioni, diventa un tela sulla quale narrare il proprio vissuto e raccontarlo alle generazioni future.

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