Jazz, blues, swing e rock ‘n roll: JazzOp fa rivivere la storia della grande musica

 (foto: Ufficio stampa Monica De Murtas)
(foto: Ufficio stampa Monica De Murtas)

SASSARI. Parte l'8 aprile il nuovo ciclo di appuntamenti con l'orchestra jazz della Sardegna e il suo "JazzOp", arrivato alla sua decima edizione. Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere.

Primo appuntamento l’8 aprile, al teatro Verdi di Sassari, con “OJS Plays the Music of Jimi Hendrix”, un progetto del trombonista e compositore Mario Corvini, che ha arrangiato il materiale del chitarrista di Seattle per l'organico da big band dell'Orchestra Jazz della Sardegna, che sarà da lui diretta in occasione di questo concerto. La musica di Jimi Hendrix rappresenta non soltanto l’evoluzione massima del Blues nato all’inizio del secolo scorso, ma, nel suo riuscito tentativo di fusione con le istanze del rock ‘n roll degli anni Cinquanta, è qualcosa di unico nel panorama della musica popolare. Sono questi gli stili musicali sui quali Jimi stesso da giovane ebbe modo di modellare la propria ispirazione. Gli anni Sessanta, soprattutto in America, stavano evolvendo verso forme musicali nuove, e dal punto di vista sociale le masse prendevano coscienza dei rinnovamenti socio-culturali in atto, esprimendo il proprio desiderio di cambiamento attraverso varie espressioni di dissenso; erano anni in cui si diffondevano diverse tendenze politiche innovative, fatto che ebbe forti ripercussioni sulla vita culturale; la musica, influenzata da questo diffuso desiderio di cambiamento, ebbe la sua massima sublimazione nel festival di Woodstock in cui Hendrix ha rappresentato l’apice del sentire di quei tempi e contemporaneamente il presagio di una fine imminente. Il programma del concerto spazia tra diversi grandi classici del musicista americano, tra cui “Angel”, esempio di come anche in ambito rock vi sia spazio per momenti di estrema dolcezza,  l’energica “Crosstown Traffic”, il brio di “Castles Made Of Sand”, la poesia di “Little Wing”, di cui si ricorda uno splendido arrangiamento di Gil Evans. Ospiti solisti saranno il chitarrista di origine vietnamita Nguyên Lê, virtuoso specialista del repertorio hendrixiano, autore di un lavoro dal titolo “Purple”, interamente dedicato alla musica di Hendrix, e la voce di Beppe Dettori, che dopo l’esperienza come membro dei Tazenda ha allargato il proprio raggio d’azione anche a stilemi più prossimi alla musica di ricerca.

Il secondo progetto, che verrà presentato il 21 maggio sempre al teatro Verdi, è una produzione originale commissionata a Luigi Giannatempo, compositore ed arrangiatore i cui  brani sono stati eseguiti e incisi in  Francia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Svizzera, Olanda, Russia, Argentina. Suoi arrangiamenti sono stati eseguiti dalla Moscow Chamber Orchestra alla prestigiosa “Sala Tchaikovsky” di Mosca e a Monaco con l’Orchestra Sinfonica di Padova e del Veneto. “Omaggio a James Taylor”, questo il nome della produzione dedicata all’artista americano esponente, insieme a Joni Mitchell, Carole King, Crosby Stills Nash & Young ed altri, di quella sensibilità musicale prevalentemente “morbida” conosciuta col nome di “West Coast”. Taylor viene omaggiato dagli arrangiamenti scritti appositamente da Giannatempo per l’Orchestra Jazz della Sardegna, arrangiamenti che con successo risolvono il tentativo di trasporre stilemi di musica pop contemporanea in un contesto da big band jazzistica. L’OJS eseguirà il programma sotto la direzione di Paolo Silvestri, arrangiatore, compositore, pianista ed autore di musiche per film e teatro. Collaboratore di Enrico Rava, ha realizzato gli arrangiamenti per Orchestra Sinfonica dei dischi Lampo Viaggiatore e Not One Word di Ivano Fossati, Sul Sentiero e Il Pane il Vino e la Visione di Sergio Cammariere; ha diretto le musiche del balletto Corto Maltese di Paolo Conte, oltre ad aver diretto importanti orchestre come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Arturo Toscanini, la Roma Sinfonietta, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari.  Ospite solista è David Linx, cantante, compositore, paroliere, produttore e polistrumentista, con alle spalle una grandissima esperienza concertistica in tutto il mondo (ha pubblicato oltre quindici album sia come leader sia in collaborazione con The Count Basie Orchestra, Clark Terry, Mino Cinelu, Ivan Lins, Toots Thielemans, Roy Ayers, Richard Galliano, Kenny Wheeler, Omara Portuondo,  Marc Ribot, Andy Sheppard). Nel 2000 ha partecipato, a Sassari, insieme all’Orchestra Jazz della Sardegna e Paolo Fresu, alla registrazione del cd «Porgy and Bess» pubblicato l’anno successivo dal Manifesto e in seguito ristampato più volte.

Chiude la rassegna il 21 giugno, al parco di Monserrato di Sassari, all'interno della manifestazione realizzata dall'amministrazione comunale per la Festa della Musica, “Swinging”, progetto dedicato all’epopea delle big band della “Swing Era”, tra cui possiamo citare orchestre leggendarie come quelle di Count Basie, Benny Goodman o del “Duca” Ellington che contribuivano ad alleggerire il fardello rappresentato dalla cosiddetta “Grande Depressione”, macigno che si abbatté sulle teste di milioni di uomini e donne.  Le composizioni dei maestri, le grandi interpreti femminili che incantavano il pubblico dei clubs e l’atmosfera che vi si respirava, il culto per il ballo e la trasgressione di un’epoca in cui si vivevano gli ultimi strascichi del Proibizionismo, i primi sinistri presagi di guerra ma anche le grandi speranze degli anni immediatamente successivi alla fine del secondo conflitto mondiale; tutto ciò richiama un quadro che ci appare in qualche modo attuale, e se è vero che il bisogno di divertimento aumenta in presenza di difficoltà economiche e sociali, allora vale la pena di proporre qualcosa che appare cristallizzato nel tempo, ma è  invece sempre attuale.

L’aderenza alla realtà dei nostri giorni degli eventi di cui si diceva ha spinto dunque l’Orchestra Jazz della Sardegna, storica formazione che da oltre vent’anni realizza produzioni originali in collaborazione con musicisti come Carla Bley, Tom Harrell, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, David Linx, Richard Galliano, Bob Mintzer e decine di altri, a dedicarsi ai classici dell’era swing in compagnia di tre ospiti, le cantanti Francesca Corrias, Lucia Fodde ed Elena Moreddu, ciascuna in possesso di stile e peculiarità personali e curricula che comprendono un gran numero di progetti e riconoscimenti (le ultime due sono state rispettivamente finalista e vincitrice dell’edizione 2012 del Concorso Scrivere in Jazz organizzato dall’Associazione Blue Note Orchestra).
Le loro voci ci accompagneranno in questo excursus tra i classici (citiamo “It don't mean a thing” di Duke Elllington,  “How high the moon” di Morgan Lewis, “A fine Romance” di Jerome Kern e Dorothy Fields), sotto la guida di Giovanni Agostino Frassetto che dirigerà l’OJS in un concerto la cui prerogativa è quella di riportare indietro le lancette per un viaggio che parte all’alba degli anni ’30 e si conclude negli anni ’50.

Il costo del biglietto per i singoli spettacoli dell’8 aprile e del 21 maggio è di 10 euro, l’abbonamento per i due spettacoli costa 15 euro, mentre l’ingresso al concerto del 21 giugno, al quale faranno da corollario diverse altre manifestazioni, è gratuito.

 

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