Digitalizzazione delle imprese,
la Sardegna muove i primi passi

SASSARI. Le imprese sarde muovono i primi passi nel cammino della digitalizzazione, ma la strada da percorrere è ancora lunga. E' questo lo scenario che emerge dal Rapporto Piccole Imprese di UniCredit, dal titolo “Sfide e opportunità della digitalizzazione”, di cui sono stati resi noti oggi i risultati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta su Twitter. Il Rapporto si fonda sul presupposto che la digitalizzazione ha profondamente cambiato l’interazione tra sistema scientifico-tecnologico e apparato produttivo, sempre più imperniata su due risorse immateriali: l’informazione e la conoscenza. Grazie alle loro caratteristiche di pervasività, le tecnologie digitali hanno mutato il modo di produrre, di scambiare e di comunicare, investendo orizzontalmente tutti i settori di attività economica e avendo come potenziali destinatarie le imprese di qualsiasi dimensione. "Nella congiuntura economica che stiamo vivendo – dichiara Frederik Geertman, Regional Manager di UniCredit per il Centro Italia – è fondamentale per le piccole e medie imprese investire nella digitalizzazione, per poter competere e sviluppare un business di successo, e per potersi proiettare più facilmente all’estero. Le nuove tecnologie hanno il grande pregio di abbattere le barriere commerciali e di allargare gli orizzonti anche a mercati che sarebbero altrimenti difficili da raggiungere. Le imprese sarde hanno intuito questa opportunità ma devono provare a investire di più sull'innovazione tecnologica per riattivare un circolo virtuoso fatto di nuova imprenditoria, nuove opportunità commerciali e crescita occupazionale". Quasi 40 milioni di euro (di cui 24 a Cagliari) sono stati destinati da UniCredit in Sardegna nel 2012 al supporto della nuova imprenditoria e dell’innovazione; 132 le start up finanziate dalla Banca in regione.

La digitalizzazione in questi anni ha profondamente cambiato i processi produttivi tanto da essere universalmente riconosciuta come un potente fattore propulsivo di sviluppo economico. L’Italia sconta tuttavia un ritardo in termini di digitalizzazione rispetto agli altri paesi industrializzati e sta cercando, anche attraverso provvedimenti di carattere legislativo, di colmare tale divario. Fermo restando questo quadro più generale di difficoltà, il Rapporto UniCredit ha misurato quanto le piccole aziende sfruttino le opportunità della digitalizzazione nei loro processi interni. Per esempio è stato preso in esame il ricorso da parte delle imprese a 4 tipologie di processo informatico: software per la produttività individuale, sistemi gestionali di base, sistemi gestionali avanzati, sistemi di condivisione automatica delle informazioni tra diverse funzioni aziendali.

Le piccole imprese sarde risultano meno inclini all’utilizzo di sistemi informatici nei loro processi interni rispetto alla media italiana. Il 58,6% infatti utilizza software per la produttività individuale (il risultato a livello nazionale è 62,1%); il 52,9% dello stesso campione si serve di sistemi gestionali di base (il risultato a livello nazionale è 60%). Numeri positivi rispetto alla media nazionale per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie informatiche più sofisticate, è il 30% delle piccole imprese sarde ad utilizzare sistemi gestionali avanzati (in Italia il 20,7%) e il 45,7% a servirsi di sistemi automatici di condivisione tra le diverse funzioni aziendali (la media italiana è del 34,7%).

Il commercio elettronico in Italia mostra quindi ampi margini di sviluppo e può costituire una significativa opportunità anche in termini di internazionalizzazione e di accesso ai mercati esteri. Come noto, infatti, in un contesto economico generale caratterizzato da una domanda interna che stenta a ripartire sia sul versante privato che su quello pubblico, il canale internazionale appare oggi la migliore possibilità che le piccole imprese hanno per uscire dalla crisi e attuare nuove politiche di crescita. In questo scenario, il Rapporto UniCredit mostra come l’e-commerce sia in grado di favorire l’accesso ai mercati esteri, in particolare per le piccole imprese. Questo vale anche per la Sardegna, dove il 40% delle piccole imprese che esportano svolgono la loro attività di vendita all’estero proprio tramite il commercio elettronico.

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