MUSICA

Il gruppo d'archi del Liceo Spano
in concerto a Cristo Redentore

Il concerto nella chiesa di Cristo Redentore (foto: Luca Foddai)
Il concerto nella chiesa di Cristo Redentore (foto: Luca Foddai)

SASSARI. Un Franz Joseph Haydn che non ti aspetti, liturgico e futurista, che sottolinea con arcate potenti e nitide “Le ultime sette parole di Cristo sulla croce” e, in particolare nell’ultima composizione, quella titanica del velo del Tempio squarciato e del terremoto seguito alla morte di Gesù, precorre dissonanze e soluzione melodico-armoniche innovative che il mondo conoscerà solo con Berlioz, Wagner e Mahler. Nella chiesa di Cristo Redentore un numeroso pubblico ha seguito con emozione palpabile, nella serata della Domenica delle palme, l’esecuzione del Gruppo d’Archi del Laboratorio Musicale “Note in Rete” del Liceo Scientifico “G. Spano”, diretto dal maestro Guglielmo De Stasio, concertista di caratura internazionale. L’alternanza tra le voci, baritono e basso, dei sacerdoti e quelle degli strumenti ha affascinato gli ascoltatori: siamo obbligati a ricordare la dimensione catartica del Teatro greco. Le giovanissime ministranti attraversavano ieraticamente il centro della navata con una lampada per ciscuna delle sette ultime parole di Cristo.

L’introduzione si apre con due battute fulminanti in re minore – riporta la brochure sapientemente predisposta dalla Parrocchia Cristo Redentore e dal Gruppo d’Archi del Laboratorio Musicale Liceo “G, Spano” di Sassari – mentre la prima sonata in si bemolle maggiore commenta il “Padre, perdona loro perchè non sanno quel che fanno”. L’episodio del buon ladrone nella tonalità di do minore è introdotto dai violini primi raddoppiati dai violoncelli, mentre il “Madre, ecco tuo figlio” è scritto nella tonalità preferita da Haydn, il mi maggiore. La sonata in fa minore che ricorda la Sinfonia “la Passione” del 1768, illumina il grido del Crocifisso “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”. E’ la “Sonata della sete”, incardinata su due sole note equivalenti alle sillabe del latino “Sitio” (“Ho sete”), quella che prepara gli ultimi due momenti: “Tutto è compiuto”, caratterizzato da una solenne formula di apertura in sol minore e il do maggiore sereno e composto del “Padre, nelle tue mani affido il mio Spirito”. Tra il numeroso pubblico che ha tributato una standing ovation al Gruppo d’Archi del maestro De Stasio il preside del Liceo Spano, Francesco Accardo, la referente del “Note in Rete”, Ines Sechi,e l’ideatore e coordinatore didattico del progetto, Antonio Deiara.

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