Magazzini invasi dal pecorino romano
Nasce la "stanza di compensazione"

E oggi a Rimini il ministro Galan ha approvato la misura adottata dalla Regione Sardegna
di Valentina Guido
Il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan e l'assessore Andrea Prato al meeting di Rimini (foto: Regione Sardegna)
Il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan e l'assessore Andrea Prato al meeting di Rimini (foto: Regione Sardegna)

SASSARI. I magazzini delle aziende sarde traboccano di pecorino invenduto: per il 2011 si rischia di accumulare 100mila quintali di prodotto, a fronte dei 60mila del 2010 e dei 40mila quintali del 2009. La sovrapproduzione è uno dei fattori che contribuisce ad aggravare la vertenza sul latte ovicaprino, «che è implosa ed è diventata drammatica» secondo l'assessore regionale all'Agricoltura Andrea Prato.

Ed ecco la soluzione annunciata ieri proprio dalla Regione: via libera alla stanza di compensazione, frutto della collaborazione con il Consorzio di tutela del pecorino romano, le associazioni degli allevatori (Cia, Confagricoltura, Coldiretti), le banche e la Sfirs, società controllata dalla Regione Sardegna. Il progetto, elaborato dall'assessore Prato qualche mese fa, potrà partire grazie all'intesa raggiunta da tutti gli attori interessati. Si tratta in pratica di una cabina di regia che consentirà di programmare la stagione casearia e di stabilire in anticipo quanto latte ovino destinare al pecorino romano: al momento il 75 per cento del latte prodotto in Sardegna viene destinato proprio al pecorino romano, ma l'obiettivo della stanza di compensazione è quello di evitare il più possibile sovrapproduzioni. Un altro modo per scongiurare le eccedenze di magazzino è promuovere, valorizzare ovvero distribuire il pecorino romano nelle mense scolastiche e ospedaliere. Contemporaneamente, i componenti della stanza di compensazione dovranno elaborare nuove strategie di marketing e soprattutto nuovi prodotti più accattivanti per conquistare mercati diversi da quello degli Stati Uniti.

Paolo De Castro invita le associazioni dei produttori a creare un fronte compatto. Il presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha dichiarato che il tavolo nazionale per il settore ovicaprino non esiste più dai tempi del governo Prodi e bisognerebbe ricostituirlo subito. L'ex ministro per le Politiche agricole ha anche commentato la protesta dei pastori per il prezzo del latte troppo basso (60 centesimi): «Non aiuta vedere che il Movimento dei pastori va da una parte, mentre Cia, Coldiretti e Confagricoltura vanno dall'altra».

Giancarlo Galan e Andrea Prato a Rimini. Intanto, oggi al meeting di Cl a Rimini l'assessore Andrea Prato ha portato la questione all'attenzione del ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan: «Se muore la pastorizia muore la Sardegna. E questo noi non lo vogliamo né lo possiamo proprio permettere. Per questo chiediamo al ministro Galan un intervento straordinario per il settore ovino, che possa sostenere il comparto unitamente alle azioni che sta mettendo in campo la Giunta Cappellacci». Galan ha subito replicato, dichiarando che «la pastorizia e il settore ovi-caprino rappresentano un mondo che merita grande sostegno, anche perché a differenza di quello vaccino ha subìto nel tempo disparità di trattamento a cui va posto rimedio». Il ministro ha poi apprezzato gli strumenti adottati dalla Regione Sardegna per affrontare la situazione.

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