Auchan, parlano i lavoratori
"La crisi non cancella i nostri diritti"

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di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Lo sciopero indetto dai lavoratori di Auchan e previsto per il lunedì di Pasquetta sta diventando una cosa seria. E come tutte le scelte importanti nasconde una certa percentuale di rischio. Per questo motivo, una lavoratrice del gruppo francese ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dal gruppo A Manca Pro s’Indipendentia con il volto coperto da una maschera. Un gesto emblematico che da una parte mira a evitare possibili ritorsioni sul posto di lavoro e dall’altra evidenzia tutta la paura con cui i dipendenti stanno affrontando la serrata.

Nel suo intervento, la lavoratrice ha letto un comunicato stampa a nome di tutti i suoi colleghi che lunedì prossimo non si recheranno sul posto di lavoro per passare la giornata di festa insieme alle proprie famiglie. Nella pagina scritta a mano si legge: ”Se un lavoratore deve nascondersi dietro una maschera c’è un problema, c’è un problema di democrazia, c’è un problema di libertà. In questi giorni abbiamo incontrato e parlato con molte persone, abbiamo raccolto molta solidarietà ma anche commenti sprezzanti, insulti: «Non avete voglia di lavorare». Non c’è solo superficialità dietro queste dichiarazioni, c’è la profonda ignoranza della realtà lavorativa che noi viviamo sulla nostra pelle. Il problema non è semplicemente Pasquetta come apertura, il problema è che quella che noi portiamo avanti è una battaglia sugli ultimi spazi di dignità che il lavoro ha mantenuto. Questa non è solo una lotta dei lavoratori, è una lotta per la conservazione e la tutela dell’umanità. Perché crediamo fortemente nel bisogno che ognuno ha di vivere una giornata con gli amici o con la famiglia. La parola crisi non può essere usata per cancellare diritti guadagnati in anni di lotte. Non possiamo più arretrare, non abbiamo più nulla da dare in pasto all’ingordigia del profitto. La nostra lotta è quella di tutti quelli che sono stanchi di piegarsi a interessi che non siano quelli dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Il contenuto della nota stampa ha trovato il consenso di Cristiano Sabino, un esponente di A Manca.  Nel suo intervento, Sabino ha ricordato come nel contratto iniziale sottoscritto dai lavoratori non ci fosse nessuna menzione di indossare la "divisa" nei giorni festivi e, di conseguenza, non fosse stata concordata nessuna indennità particolare. «Lunedì i lavoratori di Auchan saranno costretti a lavorare per 16 euro lordi - ha detto. In molti hanno paragonato la giornata lavorativa di lunedì a quella fatta dai medici o dai vigili del fuco. Niente di più sbagliato. Al contrario di altre categorie, il contratto dei dipendenti Auchan non prevede nessuna garanzia, nessun rimborso». Cristiano Sabino ha anche puntato il dito «contro i sindacati, che pur sapendo di questa possibilità fin dal 13 marzo non sono mai intervenuti con puntualità a difesa dei lavoratori, e contro il Pd sia a livello nazionale, dove ha votato a favore della riforma sulle liberalizzazioni, sia a livello locale, dove è stato dato il via libera alla grande distribuzione per potere aprire una domenica su quattro». L’intervento di Sabino si è chiuso con un pensiero nei confronti dei «lavoratori di Eurospin, Dis Sardegna e a tutti quelli che lavoreranno anche per mezza giornata».

Dopo di lui è stato il momento di Giuseppe Pisano della confederazione sindacale sarda. «La confederazione vuole tutelare i lavoratori Auchan che operano in Sardegna perché noi abbiamo delle caratteristiche uniche, diverse da quelle nazionali. Ormai nel mondo del lavoro stiamo andando incontro solo a dei doveri. I diritti piano piano li stanno togliendo. Quando si chiede a dei lavoratori di produrre nelle giornate festive, allora significa che qui lavoratori stanno diventando schiavi».

 

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