Pasquetta da Auchan, nonostante tutto
Ecco il commento del sindaco Ganau

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

SASSARI. Il boicottaggio di Auchan nel giorno di Pasquetta è stato un flop. L'iniziativa promossa nei giorni scorsi da alcuni protagonisti politici, tra cui il Pd, A Manca pro s'Indipendentia e le tante sigle sindacali presenti in azienda, non ha ottenuto il riscontro sperato. E durante la giornata di ieri, migliaia di persone hanno messo da parte le vecchie tradizioni per recarsi nel centro commerciale. Un dato di fatto che mette in luce un fattore culturale preciso: alla classica scampagnata, i cittadini hanno preferito la zona industriale.

Per tutta la giornata, anche grazie alla chiusura dei centri commerciali concorrenti sparsi per la città, Auchan è stata presa d'assalto dalle famiglie sassaresi. Centinaia di persone hanno trascorso parte della Pasquetta tra le mura del grande magazzino. Il supermercato, i negozi della galleria, i fast food e i banconi del bar sono stati assediati fin dall'apertura. Giovani e meno giovani si sono recati a Predda Niedda per compiere qualche acquisto, bere un aperitivo o semplicemente fare due passi. Così, mentre fuori si svolgeva la manifestazione a sostegno dei lavoratori, in molti entravano nel parcheggio senza curarsi della richiesta del boicottaggio. “L'invasione” è stata ben gestita dai dirigenti di Auchan anche grazie alla bassa adesione allo sciopero. Solo una piccola percentuale di dipendenti ha disobbedito alle richieste aziendali mentre la stragrande maggioranza di loro si è recata puntuale sul posto di lavoro.

SassariNotizie ha cercato di analizzare questo cambiamento culturale insieme al sindaco Gianfranco Ganau: «Quello che è capitato ieri da Auchan non è un problema solo dei sassaresi – ha dichiarato Ganau - ma di tutto il territorio. Negli ultimi tempi le passeggiate nel centro storico sono state sostituite da quelle nei centri commerciali. Un cambiamento che trasforma il vecchio modello di socializzazione in nuovi tipi di relazioni, spesso finte e artificiali». Secondo il sindaco, il modo per cambiare una direzione che ieri ha dato prova di essere consolidata è uno solo: «Più volte abbiamo detto che il problema delle aperture e delle chiusure domenicali deve tornare di competenza dei Comuni. L’anno scorso, quando questo ci era consentito, l’Amministrazione ha offerto alla grande distribuzione la possibilità di aprire solo per poche domeniche l’anno. E un’offerta simile era stata fatta ai commercianti del centro storico. Poi è arrivata la legge nazionale che ha consentito a chiunque di aprire senza regole. Noi ribadiamo di non essere d’accordo e per questo abbiamo chiesto più volte alla Regione di presentare un ricorso. Anche perché - ha concluso - crediamo che nelle giornate di festa, come Pasquetta, Santo Stefano e Ferragosto, i lavoratori abbiano il diritto di non lavorare».

 

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