Alghero, i pazienti di Diabetologia
presentano un esposto in Procura

di Francesco Bellu
L'ingresso dell'ospedale di Alghero (foto: Ufficio stampa Asl)
L'ingresso dell'ospedale di Alghero (foto: Ufficio stampa Asl)

ALGHERO. Un esposto alla Procura della Repubblica di Sassari e la richiesta di dimissioni per Marcello Giannico, direttore generale dell'Azienda sanitaria sassarese. I pazienti del centro antidiabetico di Alghero hanno deciso di usare il pugno duro nei confronti della Asl dopo mesi di disagi dovuti alla presenza di un unico medico e due infermiere che si devono sobbarcare duemila persone affette dalla malattia con un conseguente allungamento dei tempi di attesa per le visite. A soffrirne di più sono ovviamente le fasce più deboli: anziani e bambini. Per questo motivo hanno scritto una lettera, elencando le criticità ancora in atto e la loro intenzione di affidarsi al Tribunale per verificare se il comportamento dell'Azienda sanitaria «sia lesivo dei diritti fondamentali della persona affetta da una patologia cronica come il diabete».

La vicenda è andata via via peggiorando, a quanto si legge nel documento, con un picco soprattutto in questi ultimi quattro mesi. A pesare sarebbe la revoca dell'incarico lo scorso 31 dicembre al medico che avrebbe dovuto prestare servizio in Diabetologia sino al 31 maggio in sostituzione del collega andato in pensione. «Chiediamo a gran voce ancora una volta che si ponga rimedio a questa situazione, pensando soprattutto all’interesse della salute dei pazienti» - scrivono - rimarcando come oggi a dettare queste righe sia soprattutto «l'amarezza e l'indignazione per non essere stati degnati della pur minima considerazione da parte della Asl».

Sono due anni, spiegano, che il reparto si trova in questa situazione e sono stanchi di promesse non mantenute. Citano articoli di stampa e si chiedono se sia «giusto che una struttura che funzionava dando un servizio decoroso ai pazienti debba venire “massacrata” senza nessun rispetto né dei pazienti né tanto meno della professionalità degli operatori» e puntano il dito sul concetto di «umanizzazione dei servizi ospedalieri» che si trovano a dover far quadrare i conti in questi tempi di magra e di crisi. La Regione Sardegna con la delibera 7/11 del 5 febbraio 2013, ha disposto che non si possono fare assunzioni a tempo determinato per la sostituzione di personale medico ed infermieristico, perché si deve contenere la spesa Sanitaria ma «diverse Asl - spiegano - continuano ad assumere personale, medico e paramedico, a tempo determinato, compresa, guarda caso, la stessa che ha bloccato l’aspettativa al medico che doveva rientrare in servizio presso l’unità di Diabetologia di Alghero. Dobbiamo forse pensare che in certi casi si chiude un occhio e in altri casi si chiudono entrambi?»; si chiedono.

«La Regione Sardegna,  - continua il testo - spera forse di porre rimedio alla voragine economica in ambito Sanitario, tirando fuori la sentenza della Corte Costituzionale del 23 maggio 2012, n. 139. D.L. n. 78/2010, sentenza che escludeva da tale provvedimento gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, creando innumerevoli disservizi nel campo dell’assistenza sanitaria, quando le economie di spesa si possono fare senza toccare i servizi alla persona. Chi è stato nominato, ci auguriamo, che ciò non sia avvenuto per l’appartenenza politica, a dirigere un’Azienda di vitale importanza come quella della Sanità, e non si trova nelle condizioni di poter erogare i servizi dovuti, a causa delle negligenze politiche, è opportuno che faccia prevalere il buon senso e rassegni le proprie dimissioni». Chiudono sottolinenando come «difendere la Sanità sia un dovere delle Istituzioni, e a nulla serve il silenzio o l'indifferenza, dietro il quale in troppi si rifugiano, poiché i problemi vanno affrontati e risolti».

 

 

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