IL CROLLO DI UN SISTEMA

Negozi chiusi e famiglie indebitate
«Siamo in pieno sottosviluppo»

Via Brigata Sassari senza auto (foto: SassariNotizie.com)
Via Brigata Sassari senza auto (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Nel 2012 a Sassari hanno chiuso 229 attività commerciali e 87 dall’inizio del 2013. Mediamente in Sardegna chiudono 15 negozi al giorno, mentre le slotmachine e i "compro oro" diventano i simboli della crisi. Nel 2011 donne di iRS che fecero il digiuno ad oltranza sotto il palazzo della regione, entrarono in possesso di uno studio della società per gli studi di settoreSose (società di rating dello stato italiano) che rivelava dei dati conosciuti dalle istituzioni ma non dai cittadini. Lo studio classificava la Sardegna non in crisi ma in fase di sottosviluppo. Già nel 2010 vi era stata la maggiore riduzione del totale delle operazioni attive (-3,8%) con un crollo degli investimenti che, nel caso di alcune province come quella di Carbonia-Iglesias, arriva a toccare il 73%. Il documento venne consegnato dalle donne agli 8 prefetti della Sardegna.

Numeri agghiaccianti che, secondo l'Irs, sono dovuti in buona parte "alla cattiva gestione delle fiscalità che ha portato intere famiglie ed imprese ad essere stritolate dalla morsa delle banche e di Equitalia". E’ notizia di qualche giorno fa che Equitalia S.p.a ha deciso di aumentare gli interessi di mora di del 15%, arrivando così al 5,22% ed in piena legalità, difatti è previsto per legge in base all’articolo 30 del D.P.R. 602/1973. "La questione Equitalia - afferma il movimento - è un argomento fondamentale e chiama in causa quasi interamente la nostra società, visto che i primi a pagarne le conseguenze sono gli artigiani, le piccole e medie imprese, dunque la spina dorsale del tessuto produttivo sardo. La cosa drammatica è che il fisco italiano non fa distinzioni fra chi evade e chi si trova in difficoltà per aver lavorato e pagato le tasse onestamente, ma al contrario premia i veri evasori con il cosiddetto “scudo fiscale”, che consiste nel pagamento del solo 5% dei capitali esportati illecitamente all’estero, frutto della vera evasione e della illegalità, perlopiù con la garanzia del totale anonimato. Quindi siamo difronte a un paradosso: chi ha sempre pagato le tasse si trova con un aumento del tasso di interesse di mora che arriva al 5,22%, mentre chi ha sempre evaso paga solo il 5% di tasse".

L'Irs rilancia le proposte già espresse quando nel 2010 occupò la sede centrale di Equitalia a Sassari: in primo luogo l'istituzione dell’Agenzia delle Entrate Sarda. Tra gli altri punti anche la sospensione immediata delle cartelle esattoriali per 24 mesi a tasso zero e la sospensione di tutte le procedure esecutive in atto (mobiliari e immobiliari). Il movimento di Gavino Sale chiede la revoca immediata delle ipoteche iscritte da Equitalia sulla prima casa e delle ganasce fiscali sui mezzi di lavoro, il ricalcolo del debito, cartella per cartella, del solo capitale iniziale decurtato delle sanzioni, effettuato sulla base di tassi legali e non usurai e la possibilità dell’estinzione del debito anche in 30 anni e non più di 1/5 del proprio reddito. "A questo punto - afferma l'Irs - è sempre più necessario accelerare i tempi verso Il primo passaggio per l’attuazione di una reale sovranità fiscale per cui la Regione Sarda potrà riscuotere direttamente i tributi versati sull’isola.  La mancata applicazione negli ultimi 18 anni dell’articolo 8 dello Statuto ha comportato che il debito dello Stato Italiano nei confronti della Sardegna superasse la cifra di ben 10 miliardi euro. Poter controllare la propria fiscalità è un passo importante per poter ripensare il proprio futuro, progettando, programmando e decidendo in merito alle politiche che puntino al benessere di tutti i sardi".

 

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