MEMORIE DAL SOTTOSUOLO DELLA CITTÀ

Il rifugio antiaereo sotto il "Sanna"
sarà visitabile per Monumenti aperti

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Durante la Seconda Guerra Mondiale è stato il luogo di riparo di tanti sassaresi. Al suono della sirena prendevano i loro fagotti e correvano lungo viale Umberto. Inghiottiti tra le spesse mura di pietra sotto il museo Sanna con il cuore in gola che le bombe distruggessero ogni cosa sopra le loro teste. Vecchi ricordi ancora vivi nella memoria di nonni e nonne che oggi vengono nuovamente riportati al presente perché l'amministrazione comunale ha deciso di aprire per la prossima edizione di "Monumenti aperti" il rifugio antiaereo di via Sanna che si trova incassato sotto il museo. Stamattina ci sono stati i sopralluoghi da parte dell'assessore comunale alle Culture Dolores Lai, i tecnici di Palazzo Ducale, accompagnati dal direttore del museo, Gabriella Gasperetti e dai due gruppi speleologici della città.

Lo scopo era quello di verificarne lo stato e l'agibilità, ma come ha sottolineato l'assessore «siamo ottimisti». Nei prossimi giorni si faranno le valutazioni tecniche e verrà creato un percorso fruibile a tutti per la manifestazione culturale del prossimo mese con luci e passerelle. Lungo 250 metri che si diramano dal museo, via Roma, sino a sotto il carcere, conserva ancora spazi ampi; le testimonianze dell'epoca raccontano, infatti, che ci stavano molte persone ed il soffitto era alto tanto che molti rimanevano in piedi. Alla fine della guerra rimase come patrimonio del demanio militare regionale che poi lo diede in uso alla Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, l'ipotesi era quello di adibirlo a ulteriore magazzino per i reperti per il Museo Sanna, tant'è vero che venne aperto in passato per verificare se fosse fattibile o meno questa possibilità. In base alla mappatura sono in tutto 40 i rifugi antiaerei sparsi nel sottosuolo della città, ma solo 15 potrebbero essere fruibili, la maggior parte sono, infatti, non sono agibili o sono stati utilizzati come base per le fondamento di alcuni palazzi costruiti in seguito.

Ora dopo tanti anni tornerà nuovamente ai sassaresi che, per due giorni, riapriranno l'album dei ricordi di tempi difficili. Un pezzo di storia recente nel cuore della città.

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