Campus universitario, l'Ersu risponde alle critiche sul brefotrofio

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di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

SASSARI. La prima pietra del nuovo campus universitario è ancora lontana dall'essere posizionata eppure, nelle ultime settimane, il progetto milionario promosso dall’Ersu ha ricevuto numerose critiche. L'ultima, solo in ordine di tempo, è quella sollevata da Simone Campus, consigliere comunale del Pd. In uno dei tanti passaggi toccati da Campus, il consigliere fa riferimento a una struttura di proprietà dell'Università come possibile alternativa ai terreni scelti per la costruzione della nuova residenza. “La realizzazione di un campus universitario è una soluzione estranea alla tradizione urbanistica italiana. La soluzione più idonea per dare risposta alla domanda di residenze universitarie in città, all’interno della cinta urbana, rimane l’ex brefotrofio di proprietà dell’Università baricentrico rispetto alle facoltà di Agraria, Scienze (orto botanico) e Medicina, servito da Sirio e da tutti i mezzi pubblici, a due passi dalla mensa di via del Mille”.

Per capire quale sia l'edificio indicato dal consigliere Comunale non ci vuole più di tanto. Basta cliccare sulla pagina di google e digitare: edifici abbandonati Sassari. Il primo indirizzo utile segnalato dal motore di ricerca è quello di Sardegnaabbandonata.it. Tra i diversi immobili fotografati su tutto il territorio regionale, appare anche quello citato dal consigliere. Un palazzone coperto da una piccola pineta che si trova in via delle Croci. “Questo grosso edificio – recita il sito - in passato era un brefotrofio Ipai (Istituto Provinciale di Assistenza all’Infanzia), cioè un istituto che accoglieva i bambini abbandonati o in pericolo di abbandono. In seguito è stato acquistato dall’Università e utilizzato per vari scopi. Paradossalmente, dopo aver accolto per anni i bambini abbandonati, ora è un edificio abbandonato. È alto sei piani e ricorda i palazzoni abbandonati delle città vicine a Chernobyl. Pur essendo di notevoli dimensioni quasi non si nota dato che è nascosto dagli alberi che lo circondano. Nonostante le porte e le finestre del piano terra siano murate l’interno sembra sia stato vandalizzato. L’area è recintata e l’accesso è vietato. A parte le finestre rotte e il vandalismo la struttura sembra essere in buone condizioni ed è senza dubbio tra gli edifici che andrebbero recuperati e riutilizzati, come già segnalato”.

Effettivamente, dalle foto trovate su internet, si capisce come le dimensioni di questa struttura siano tali da potere ospitare una residenza universitaria. E anche la posizione dell'immobile sembri idonea allo scopo: i palazzoni sono inseriti nel cuore di un isolato studentesco. Allora perché il campus universitario non sorgerà in quest’area? A questa domanda l’Ersu ha risposto in maniera chiara, indicando nel Puc il motivo che li avrebbe spinti a scartare l’ex Ipai dalle ipotesi possibili. Secondo i dirigenti dell’Ersu, infatti, l’attuale piano regolatore vieta un intervento di edilizia alberghiera su quell’area e prevede come unica possibilità quella di ristrutturare gli immobili al fine di costruire nuovi laboratori o nuove aule destinate all’insegnamento. Questo vincolo, ritenuto troppo stringente, ha dissuaso i vertici dell’Ersu dall’investire sulla struttura.

 

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