La rivoluzione copernicana
per una buona raccolta differenziata:
i cittadini primi responsabili

di Grazia Sini
 (foto: Grazia Sini - SassariNotizie.com)
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SASSARI. La responsabilità di un marciapiede pieno di mozziconi di sigarette non è della società che deve pulire, ma dei cittadini che le hanno gettate. I cassonetti accerchiati di rifiuti, mentre all'interno sono vuoti, non è per colpa degli operatori ecologici, ma di chi non ha fatto la fatica di buttare l'immondizia nei contenitori. Così come un televisore tra la carta e quindi un peggioramento nella qualità del materiale comporta una sanzione pecuniaria che ricade su tutta la popolazione. Ormai tutto è quasi  pronto per partire con il nuovo appalto d’igiene urbana, ma perché ogni cosa fili liscia è necessario in primis che cambi la mentalità della popolazione e che ogni singolo cittadino capisca che è prima di tutto da lui che dipende la riuscita degli obiettivi prefissati e quest'anno è richiesto il raggiungimento del 60 per cento di raccolta differenziata. Sono questi i concetti espressi stamattina a Li Punti durante una conferenza da stampa dall’assessore alle Politiche ambientali Monica Spanedda, dal sindaco Gianfranco Ganau e dal responsabile comunicazione di Corepla Gianluca Bertazzoli, dal responsabile comunicazione di Erica Francesco Rasero, da Carlo Noto La Diega (amministratore delegato Gesenu) e Maurizio Franchini (presidente Formula Ambiente) in rappresentanza dell’Ati aggiudicataria del nuovo appalto per la gestione dei rifiuti.

La conferenza stampa si è tenuta in uno dei tanti banchetti che nei fine settimana i sassaresi incontreranno in punti strategici della città. Sono infatti i banchetti informativi degli eco-volontari: più di 150 cittadini che hanno deciso di offrire gratuitamente il loro tempo alla società per spiegare come funziona la raccolta differenziata e rispondere a qualsiasi dubbio. Anche questo aspetto del nuovo appalto dell’igiene urbana dimostra quindi come alla base del buon funzionamento ci sia il coinvolgimento della popolazione. Oggi gli eco volontari, in particolare, davano informazioni sui nuovi servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta nei quartieri di Li Punti, San Giovanni e Ottava. Intorno al banchetto, che si trovava di fronte al supermercato, c’erano tanti cittadini che chiedevano informazioni e si fermavano a discutere. «Gli eco-volontari sono vicini di casa, cittadini come tanti, ma che hanno avuto una formazione specifica per poter rispondere a ogni dubbio sulla raccolta differenziata» ha spiegato Franco Rasero, di Erica.

«La Sardegna è una scommessa vinta – ha detto Gianluca Bertazzoli di Corepla -. L’Isola è tra le regioni del centro sud la migliore nella raccolta differenziata e per la plastica è addirittura sopra la media nazionale. Ma questo è soprattutto grazie ai piccoli centri. Sassari è una realtà che ha fatto molto, ma ha ancora problemi da risolvere, soprattutto per quanto riguarda la qualità. E qualità vuol dire più entrate economiche per la città e più facilità nel riciclo». E il punto è proprio questo: più raccolta differenzia vuol dire meno tasse. Non differenziare, o differenziare male, invece vuol dire venire sanzionati e dunque un aumento delle tasse. Grazie al porta porta potrebbe essere finalmente possibile individuare chi “sgarra” e riuscire a comminare sanzioni soltanto a questi. Entro lunedì chi abita in queste borgate riceverà il kit per procedere con questo nuovo modo di differenziare ed entro la stessa data spariranno i cassonetti dalle strade.

 

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