Peste suina, un nuovo focolaio
scoperto in un'azienda di Bonorva

 (foto: SassariNotizie.com)
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BONORVA. Un nuovo focolaio di peste suina africana è stato identificato dai Veterinari della Asl di Sassari in un’azienda di Bonorva. I sanitari, allertati dall’allevatore dopo la morte sospetta di 4 animali adulti e 8 piccoli (su un totale di 41 capi presenti), hanno effettuato i prelievi di organo destinati ai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Sassari che hanno confermato la presenza della malattia. L’Unità di crisi Locale per la Psa, che si è riunita nella sede del Servizio veterinario della Asl, ha definito i vincoli dei 3 km della zona di protezione e 10 km della zona di sorveglianza. Gli allevamenti sottoposti a vincolo sanitario sono 10 nella prima e 103 nella seconda e tutti gli interessati sono stati avvisati con il “sms alert” per quanto riguarda le misure di blocco della movimentazione e i controlli sanitari a cui verranno sottoposti i maiali.

Questa mattina i veterinari hanno abbattuto tutti i capi presenti nell'azienda di Bonorva e hanno disinfettato tutto, mentre sono ancora in corso le indagini tecniche per cercare di capire come sia stato introdotto il virus. L’allevamento interessato è di tipo semibrado perciò sono state definite le azioni sanitarie da adottare nell’immediato: nella zona di protezione verranno effettuate accurate visite cliniche nelle aziende presenti allo scopo di individuare eventuali focolai secondari.

Quest’ultimo caso è il secondo diagnosticato nel territorio di competenza della Asl di Sassari nel giro di pochi mesi dopo quello segnalato il 20 marzo nel comune di Burgos. «Rivolgiamo ancora una volta un appello a tutti perché vengano rispettate le prescrizioni che vietano il pascolo brado dei suini domestici – ricordano i veterinari del Dipartimento di Prevenzione. “Il virus è ancora presente nei cinghiali e se non si interrompe la promiscuità con questi l’epidemia non si ferma. I suini devono essere assolutamente confinati all’interno delle strutture e dei recinti autorizzati e soprattutto non bisogna alimentarli con residui alimentari che potrebbero essere infetti».

Tutte le zone di vincolo sanitario presenti nella Asl di Sassari, che avevano riguardato 1000 aziende suine, erano state da poco tempo revocate dopo i favorevoli controlli sanitari da parte dei Veterinari.

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