I pastori sardi a Porto Rotondo
mattina di protesta in Costa Smeralda

Prossimo blitz: davanti alla Regione, a Cagliari
SASSARI. Sono 1.500 gli uomini del Movimento pastori sardi arrivati a Porto Rotondo, in piena Costa Smeralda. Imponenti le forze di sicurezza schierate. Il leader, Felice Floris, dice che non andranno a villa Certosa, residenza del premier Belusconi. E a Cagliari in contemporanea c'è un sit-in contrapposto di Coldiretti a sostegno della piattaforma nazionale costruire una "filiera ovina tutta agricola e tutta italiana".

Dalle 11.30 In Costa Smeralda hanno sfilato in corteo per le strade di una meta tipica del turismo di lusso. Campanacci e insulti rivolti soprattutto all'assessore all'Agricoltura Andrea Prato tra i turisti incuriositi. Questo è il quinto blitz in un mese dopo il blocco stradale della strada statale 131, e l'occupazione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero.

Le due proteste. Come la scorsa settimana la protesta è divisa su due fronti: il Movimento dei pastori sardi e la Coldiretti. Le ragioni sono le stesse: la crisi del settore che rappresenta un quarto del fatturato dell'economia sarda. Il prezzo a cui vendono il latte, dicono, è troppo basso (venduto a 60 centesimi). Loro non riescono a pagarci neppure tutte le spese. E la ragione è soprattutto una: il pecorino romano, a cui è destinato il 70 per cento della produzione, non si vende.
I magazzzini sono infatti pieni di formaggio: 60mila quintali nel 2010 che rischiano di diventare 100mila nel 2011. E proprio in questi giorni la Regione Sardegna ha stabilito un accordo con gli industriali, e le associazioni di categoria, tra cui la Coldiretti per gestire la produzione in eccesso e gli invenduti che andranno alle scuole. Iniziativa però bocciata dal Movimento che chiede aiuti economici subito alle aziende.

La prossima tappa. Il leader del Movimento dei pastori sardi, Floris, ha annunciato un prossimo blitz direttamente in Regione, a Cagliari.

La posizione della Regione. Il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha incontrato, assieme all’assessore dell’Agricoltura Andrea Prato i rappresentanti dell’industria privata e delle associazioni degli industriali (la mattina) sia Coldiretti, Cia e Confagricoltura (nel pomeriggio). «La crisi del comparto ovino della Sardegna si affronta tutti uniti per raggiungere risultati sia con il ministero ma soprattutto con l’Unione europea - ha detto Cappellacci -In queste ore occorre trovare un comune sentire sia per affrontare le questioni che vengono decise a livello locale, sia per rendere più forti quelle rivendicazioni rivolte a Roma e a Bruxelles. La Regione sta lavorando senza sosta per attuare interventi strutturali e congiunturali in grado di contrastare non solo il grave momento di difficoltà del settore ovino ma dell’intera agricoltura della Sardegna».
«La pastorizia – ha premesso il presidente - rappresenta un settore fondamentale sia per ragioni strettamente economiche sia per quelle legate alle nostre tradizioni, sia per le connessioni con le tematiche ambientali e paesaggistiche. Con la piena consapevolezza della complessità della situazione attuale, la Giunta è pronta non solo a fare la sua parte con interventi straordinari, ma anche a svolgere il ruolo di facilitatore di processi che vedano non il sacrificio di una parte a favore di un'altra, ma la collaborazione e la cooperazione di tutti gli attori della filiera. La storia recente dimostra che le contrapposizioni non hanno condotto ad alcun risultato concreto».

L'assessore Prato. L’assessore ha ricordato l’istituzione della “stanza di compensazione”, che avrà il compito di gestire le eccedenze di Pecorino Romano, di programmare la stagione per evitare sovrapproduzioni, di aggregare l’offerta e di cercare nuovi mercati.
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