Dal Minnesota e dalla Thailandia
a Sassari: «Com'è tranquillo qui!»

di Francesco Bellu
 (foto: Fabrizio Pintus, per gentile concessione)
(foto: Fabrizio Pintus, per gentile concessione)

SASSARI. La cosa più difficile? L'italiano. Impararlo è stato durissimo, ma poi una volta superato lo scoglio tutto viene in discesa. Nicole e Yaia hanno 16 anni e arrivano dagli Stati Uniti e dalla Thailandia, sono in Sardegna da settembre grazie al progetto Intercultura che le permette di frequentare un anno scolastico all'estero. Tutte e due studiano a Sassari al Liceo Linguistico e in quello Scientifico e sono ospitate in due famiglie: Nicole a Sassari, Yaia a Cargeghe. In questi giorni stanno girando il nord Sardegna insieme ad altri loro coetanei ospitati in altre regioni italiane. Ieri hanno fatto tappa proprio in città per vedere il palazzo della Provincia e il museo Sanna, nei prossimi giorni si sposteranno tra Alghero, Castelsardo e Porto Torres.

«È tutto molto bello - ci racconta Nicole - perché vivo in una città diversa dalla mia (Eaan in Minnesota), lì c'è tanto traffico, tutti si muovono in macchina, invece qui a Sassari posso camminare in centro a piedi. Una cosa che mi piace e anche che in città mi trovo bene». Frequenta da questo autunno la terza del liceo Linguistico, ma segue inglese in quinta e spagnolo in prima e rimarrà a Sassari sino a luglio. «All'inizio - spiega - non è stato semplice - parlavo poco italiano (ora invece lo conosce molto bene, ndr.), ma ho avuto l'aiuto di tante persone, dai compagni di classe, ai professori. Ora è come se mi sentissi a casa mia». Per Yaia, l'esperienza è stata decisamente curiosa: arriva da una grande città thailandese, Kanchanaburi, a 100 chilometri a ovest da Bangkok , nota perché nel 1942 i giapponesi costruirono il famoso ponte sul fiume Kwai, e ora si ritrova a vivere in una realtà molto più piccola: Cargeghe. Frequenta la terza Scientifico dello Spano e ogni giorno arriva a Sassari accompagnata dalla sua "mamma" italiana che lavora alle Magistrali. Anche Yaia sottolinea come all'inizio sia stato un po' complicato «Avevo studiato un po' di italiano per un mese e mi esprimevo perlopiù in inglese, ma i miei genitori italiani non lo parlavano, quindi per comunicare abbiamo veramente fatto di tutto. Ma ce l'abbiamo fatta. Tutti mi hanno dato una mano, è stato bellissimo". Vivere a Cargeghe non gli dispiace: «Qui è tutto più tranquillo, da me in Thailandia, è tutto più veloce». 

Di certo, sia lei, sia Nicole, quando partiranno per tornare ognuna nei propri Paesi si ricorderanno di questa esperienza intensissima in Italia, tra una lingua nuova, amici, culture diverse. Se la porteranno dietro come un bagaglio importante che le ha fatte crescere e maturare. Pronte per le sfide che riserverà il futuro.


 

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