Una ditta sassarese trasformerà
l'ex Alpi di Stintino in un museo

I lavori saranno realizzati dall’impresa Imped srl con sede nella zona di Predda Niedda
 (foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)
(foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)

STINTINO. Sarà una ditta di Sassari a restaurare l’ex edificio Alpi (Azienda lavorazione produzione ittica), sulla strada panoramica di accesso a Stintino, e che sarà destinato a museo della Tonnara. L’aggiudicazione definitiva della gara d’appalto è avvenuta nei giorni scorsi. I lavori, che dovranno riportare a nuova vita l’edificio abbandonato nei primi anni Settanta del secolo scorso e ospitare il museo che custodirà la storia della tonnara stintinese e del paese, saranno realizzati dall’impresa Imped srl con sede nella zona industriale di Predda Niedda. L’importo complessivo dell’intervento ammonta ad 2.639.895,56 euro oltre l’iva e risulta finanziato per 2.089.819,65 euro con fondi Por, ricompresi tra le programmazioni 2000-2006 e 2007-2013, e per 550.075,91 euro con fondi comunali che, in gran parte, sono serviti per acquistare l’edificio e le aree circostanti.

Il museo della Tonnara attualmente si trova sulla banchina del porto Mannu. Al momento della sua nascita, nel 1994, venne chiamato “Museo della Tonnara: il ricordo della memoria”, perché doveva essere, ed è ancora oggi, la testimonianza di quanti hanno avuto un ruolo da protagonisti in quella che, sino alle fine degli anni Sessanta, poteva considerarsi la principale attività economica del paese, cioè la pesca del tonno. Il museo, così come tutti lo conoscono, è stato organizzato per conto del Comune da Salvatore Rubino, stintinese doc, docente universitario e direttore del Centro studi sulle civiltà del mare. Venne realizzato in una struttura in legno studiata per essere simile, all’esterno, a una casa stintinese e, all’interno, alla rete usata per la cattura dei tonni.
Delle Tonnare ore c’è soltanto uno stabilimento vuoto, l’area in gran parte è diventata un resort per le vacanze. Il 1973 è l’anno dell’ultima tonnara che sancì anche la definitiva chiusura dell’attività a Stintino. Il timido tentativo, intrapreso nel 1969, di ridare nuova vita alla pesca del tonno moriva.

Alle soglie del ventesimo compleanno quindi, il museo della Tonnara di Stintino, con il suo carico di storia, di tradizioni e di oggetti utili ad una pesca di cui ora è rimasta soltanto la memoria, sta per vedere una nuova luce.
«Stiamo arrivando ad un altro traguardo per la realizzazione del polo della cultura e della scienza a Stintino – afferma il sindaco Antonio Diana – lo abbiamo inseguito per anni e adesso facciamo un ulteriore passo avanti. Si tratta di una opportunità e la dobbiamo all’interesse e alla lungimiranza di Salvatore Rubino che, 19 anni fa, pensò a una struttura mobile che, nel tempo, ha dato un contributo importante per il recupero della memoria».

«Il museo – aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Angelo Schiaffino – è una riscoperta della memoria e della storia della nostra località. Valorizza la civiltà del mare di cui Stintino è esponente. Sarà importante in chiave turistica in quanto unico nel suo genere e si pone come importante attrattiva nel turismo culturale che spesso è in periodi non estivi».

Da giugno a settembre il museo del porto richiama sempre un gran numero di visitatori, curiosi di conoscere la storia del paese sorto nel 1885 a opera di 45 famiglie di pescatori, costrette a “emigrare” dall’isola dell’Asinara.

La ristrutturazione dell’edificio Alpi allora «consentirà di promuovere al meglio le tradizioni dei nostri padri, perché queste non vadano perse – commenta Francesca Demontis, consigliere comunale di maggioranza con delega alla Cultura – un’occasione per trasmettere ai giovani la storia di Stintino e divulgare quella cultura marinara sulla quale, per anni, si è basata la nostra comunità».

 

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