Quattro politici di razza per Stintino
«Deve entrare nel Parco dell'Asinara»

Nicola Mancino, Mario Segni, Franco Mazzola e Giuseppe Gargani
di Valentina Guido
Mario Segni, Peppino Gargani, Francesco Mazzola e Nicola Mancino (foto: Comune di Stintino)
Mario Segni, Peppino Gargani, Francesco Mazzola e Nicola Mancino (foto: Comune di Stintino)

STINTINO. Nicola Mancino, Mario Segni, Francesco Mazzola e Peppino Gargani: quattro uomini politici di razza che hanno in comune l'interesse per Stintino e per il Parco dell'Asinara, oltre all'origine democristiana. Ieri l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, il professore di diritto costituzionale ed ex parlamentare, l'ex sottosegretario e l'ex europarlamentare hanno offerto la propria immagine e la propria voce alla causa del comune di Stintino, che sta lottando per entrare nel Parco dell'Asinara. Sulla banchina del porto “Marina di Stintino” ieri si è tenuto un consiglio comunale straordinario al quale hanno preso parte numerosi abitanti del piccolo centro marittimo, escluso dai confini del Parco nazionale istituito con la legge 334 del 1997.

Fu proprio Mario Segni nel 1983 a firmare la prima proposta di legge per istituire il parco; nel '91 la parola è passata a Mazzola e Gargani. Tutti loro, compreso Nicola Mancino, da trent'anni amano trascorrere le vacanze proprio a Stintino, tanto che l'ex vicepresidente Csm è stato nominato primo cittadino onorario.

La testimonianza di Franco Mazzola. Tutti chiedono che sia rivista la legge, perché quando fu scritta, Stintino era ancora una frazione di Sassari, e solo per questo il legislatore non l'ha inclusa fra gli enti amministratori. Ha detto Franco Mazzola: «Al Senato fui presentatore di due disegni di legge che poi hanno portato alla legge di approvazione del Parco. Nella logica della sua formazione era che Stintino dovesse essere il primo ad entrare. Mai avremmo pensato ad una situazione come quella attuale». Nicola Mancino ha suggerito al sindaco di approfittare della nuova legge Finanziaria e di avviare una discussione con i gruppi parlamentari regionali.

Il sindaco Antonio Diana si è rivolto al prefetto di Sassari e al presidente della Regione. «Non è questa una contrapposizione con Porto Torres e con i suoi abitanti, come qualcuno cerca di far credere. Vogliate intervenire con la vostra autorevolezza – ha detto – così che sia completato un iter che dia dignità e giustizia a questa comunità». Quindi rivolgendosi al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha detto: «Il comune di Stintino le chiede di nominare il presidente del parco, persona al di sopra delle parti che valuti l’interesse di tutto il territorio, e che possa accelerare l’iter per permettere a Sintino di entrare a far parte del parco. Successivamente a questa azione le chiedo di nominare il consiglio direttivo del parco». Intanto però qualcosa si è mosso, come ha annunciato lo stesso Antonio Diana: «L’Ufficio di gabinetto del presidente Ugo Cappellacci mi ha fatto sapere che il presidente mi riceverà nei prossimi giorni, così che potremo portare in Regione le nostre ragioni».
Per questo l'amministrazione stintinese ha sospeso la manifestazione che aveva programmato per domani 28 agosto: l'idea era quella di restituire al Parco i rifiuti che i turisti riportano dall'Asinara.

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