Stintino, no alle pale eoliche
Il sindaco si rivolge al governo

L'ingresso del Municipio di Stintino (foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)
L'ingresso del Municipio di Stintino (foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)

SASSARI. Parco dell’Asinara, ratifica del consiglio direttivo e parchi eolici nel territorio della Nurra: sono i temi principali della lettera che nei giorni scorsi il primo cittadino di Stintino ha scritto al ministro dell’Ambiente Corrado Clini e con la quale chiede ufficialmente un incontro. Nella lettera al ministro, dopo aver ricordato la storia del paese, degli asinaresi e del loro esodo forzato dall’isola dell’Asinara, «costretti a lasciare le proprie case, i propri defunti e a trasferirsi sull'isola maggiore», Antonio Diana aggiunge che gli stintinesi dovettero subire una seconda «prepotenza», «quando alla costituzione del Parco Nazionale dell’isola dell’Asinara, Stintino fu escluso dall’Ente di gestione. Solo di recente – prosegue nella lettera il sindaco –, riconosciuta l'importanza della vicinanza geografica e delle vicende storiche citate, il sindaco di Stintino è stato inserito dal presidente della Regione tra i componenti del consiglio direttivo del Parco».

«La lungimiranza degli amministratori – continua – ha consentito a Stintino di essere oggi una delle mete turistiche di inestimabile bellezza, più rinomate del Nord-Ovest della Sardegna. «Per difendere questo risultato, che è la più importante fonte di lavoro della zona – precisa Antonio Diana –, l'amministrazione sta attuando una politica mirata alla salvaguardia dell'ambiente, attraverso la tutela delle specie che lo abitano e dell'habitat all'interno dei siti di interesse comunitario (Sic) e della zona di protezione speciale (Zps)».

Forte della solidarietà dimostrata dai sindaci e dai cittadini dei territori che si affacciano sul Golfo dell'Asinara alla “battaglia contro l’eolico selvaggio”, il sindaco aggiunge che «è stata avviata un’opera di sensibilizzazione contro il proliferare a ridosso delle zone Sic e Zps di impianti fotovoltaici e di torri eoliche alte fino a cento metri». «Queste tecnologie che portano vantaggio solo agli investitori multinazionali, provocano lo sconquasso dei terreni, lo sconvolgimento del paesaggio e l'alterazione degli equilibri naturali», scrive ancora Antonio Diana. Quindi una precisazione, già ribadita anche nei giorni scorsi: «Preme rappresentare – afferma – che non c’è contrarietà a queste tecnologie, purché vengano localizzate in territori a bassa valenza ambientale onde evitare danni al sistema turistico-ambientale che, sommati a quelli derivanti dalla chiusura delle industrie, stanno provocando un pericoloso decadimento della Sardegna».

La convinzione del primo cittadino allora è che «per invertire questa tendenza negativa, si ritiene che l’unica strada percorribile sia quella dell’utilizzo del territorio a fine turistico». «In quest’ottica – dice ancora – grande vantaggio potrebbero trarne i territori che si affacciano sul Golfo dell'Asinara, sfruttando la potenzialità del Parco, quando sarà da Lei ratificato il consiglio direttivo». I sindaci del Nordovest Sardegna quindi «sono disponibili a collaborare, convinti che – aggiunge Antonio Diana – questo importante “strumento” possa essere determinante per il rilancio economico del territorio».

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