Sarda Imprese: «Ecco come aiutiamo
gli imprenditori strangolati dai debiti»

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84

SASSARI. Piccoli imprenditori strangolati dai debiti, pensionati in crisi per una cartella esattoriale, giovani alla ricerca di un aiuto. E' lungo l'elenco delle persone che si rivolgono in questi mesi a Sarda Imprese, una nuova associazione creata da tributaristi e consulenti del settore per dare una mano a chi è caduto nella trappola dei pignoramenti. La sede di via Piandanna nel corso del tempo sta diventando un punto di riferimento per centinaia di persone. "E' assurdo che ci siano padri di famiglia che si tolgono la vita per un debito - dice il presidente Giacomo Lastretti -. La nostra missione è far capire che in qualsiasi situazione, anche in quelle più complicate, c'è una via di uscita. Siamo del parere che sostenere un'azienda in difficoltà abbia un valore sociale decisamente maggiore rispetto al sostegno di un'azienda con i conti in ordine: perché per ogni impresa che rischia di chiudere ci sono diverse persone che possono perdere il lavoro".

La filosofia di Sarda Imprese è semplice. "Non siamo contro l'Agenzia delle entrate o contro Equitalia - spiega il presidente -. Devo riconoscere che spesso si criminalizza Equitalia soprattutto per avere un facile consenso politico, ma poi gli stessi politici sono coloro che non riescono a trovare soluzioni efficaci di fronte a indebitamenti non voluti, problemi per l'accensione di finanziamenti, padri e madri di famiglia in difficoltà, aziende impossibilitate a far fronte agli impegni presi. Noi invece a differenza di certa politica puntiamo a trovare delle risposte. E non è una missione impossibile. Occorre infondere ottimismo per non cadere nella trappola della crisi. Qualche mese fa siamo riusciti ad aiutare una pensionata della zona di Cagliari la cui pensione era stata confiscata da Equitalia. Ed è stato possibile grazie a un accordo collaborativo con Equitalia. L'associazione non ha fini di lucro. "Siamo nati per dare una mano a tutti. Chiediamo solo un contributo per le spese fisse: con soli 35 euro siamo in grado di dare risposte a una cartelle esattoriale e indicare una via di uscita – dice ancora il presidente dell'associazione -. Tra i nostri punti di forza c'è una collaborazione con l'Adusbef: i nostri soci non pagano per iscriversi alla loro associazione e viceversa. Inoltre è attivo anche il sito www.sardaimprese.it".  


 

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