"Non ci sono Università di serie B"
Il ministro Profumo parla all'Ateneo

di Daniele Giola

SASSARI.  "Quando son stato chiamato a ricoprire l'incarico di ministro, ho pensato che nel breve tempo che avrei avuto a disposizione sarebbe stato importante creare una piattaforma di beni comuni per avviare il sistema italiano verso un modello più europeo". Sono le parole del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, oggi a Sassari per una serie di incontri istituzionali.

Sei i punti su cui il ministro dice di aver speso il suo impegno e sui quali auspica una maggiore considerazione nel prossimo futuro: maggior apertura dei sistemi di reclutamento; valorizzazione della capacità e dell'impegno; trasparenza; rispetto dei tempi, semplificazione e valutazione. Il ministro ha poi rimarcato l'importanza di una programmazione pluriennale sottolineando come, troppo spesso in Italia, il problema sia derivato dalla cattiva gestione dei finanziamenti, da "soldi che non sono stati spesi bene". Nella mattina Profumo si è anche soffermato sulla situazione delle Università italiane. "In Italia ci sono circa ottanta atenei, ognuno con le proprie peculiarità - ha detto - ma non ci sono università di serie A e di serie B. Non è corretto, però, che tutte abbiano la stessa offerta formativa. Il nostro obiettivo è che ognuna trovi nell'autonomia responsabile il proprio modello e che sia corrispondente alla domanda dei territori".

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