EX SEMOLERIE AZZENA

Circoscrizione 1: «No al campus
universitario, la città non è pronta»

di Francesco Bellu
 (foto: Ufficio stampa Ersu)
(foto: Ufficio stampa Ersu)

SASSARI. "No" campus universitario nelle ex semolerie Azzena, «la città non solo non è pronta», ma la sua realizzazione, che richiama lo stile americano, è lontano anni luce dalla tradizione europea ed italiana. Il nuovo parere negativo sul progetto dell'Ersu arriva dal consiglio della circoscrizione 1 - che comprende in pratica tutto il tessuto urbano sassarese -, il quale esprime in una nota la sua totale contrarietà. La soluzione migliore sarebbe quella di mantenere gli studenti non al confine periferico dell'area cittadina, ma semmai al contrario inglobandoli al suo interno. «Sassari necessita degli studenti universitari e delle loro quotidiane dinamiche di vita nel centro storico - spiegano - dove, l’Amministrazione comunale in questi ultimi otto anni ha fatto e continua a fare uno sforzo notevolissimo in termini di riqualificazione e rivitalizzazione, impegnando energie, mezzi e risorse. L’Ersu aveva ed ha l’obbligo di confrontarsi con l’Amministrazione comunale, ha il dovere di concertare con la città la spendita di importi così ingenti che potrebbero risultare determinanti per la nostra comunità». In sostanza rimarcano come, al di là dell'autonomia decisionale dell'ente universitario, si doveva fare un confronto più articolato tra le parti sull'investimento di 40milioni di euro, attraverso un «percorso decisionale tra le parti sociali e amministrative della città».

La strada, secondo il consiglio circoscrizionale sarebbe quella di rivitalizzare la parte bassa della città tra le mura storiche attraverso il recupero degli edifici da destinare «sia come residenze per studenti e ricercatori durante l'anno accademico, sia, a prezzi modici, ai turisti, nei mesi in cui rimangono vuote». L'intenzione è quella di instaurare un circolo virtuoso che favorisca il ritorno della gente nel centro creando quindi una residenza universitaria diffusa al pari di tante altre città italiane. Per questo motivo pensano che «si possano riconvere i fondi Fas verso un’altra idea progettuale che permetta a tal fine l’acquisto del Turritania, che consenta, per esempio, di acquistare gli ex Ipab inseriti nel piano di alienazione e acquisibili a bassissimo prezzo, che consenta di stipulare accordi col privato per l’acquisizione di abitazioni dismesse, di modo tale che si crei nel centro storico quel tessuto sociale “forte” che gli studenti universitari possono garantire». In gioco, scrivono, c'è la possibilità di trasformare la città, per questo auspicano un confronto immediato tra Palazzo Ducale, Università, gli studenti e la città.

 

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