Benetutti celebra i suoi vini migliori
con "Arvisionende in chintina"

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)

BENETUTTI. I misteri di Dioniso si coniugano in maniera opposta e complementare: da un lato il rigore, la serietà. I pareri scientifici delle analisi olfattive e del gusto si tramutano poi in giudizi severi su ciò che va bene e ciò che invece va migliorato. Poi c'è il piacere del bere in quanto tale, della compagnia, del rito sociale dello stare insieme. "Arvisionende in chintina", la manifestazione organizzata a Benetutti pochi giorni fa è stato questo e molto di più. Rispetto all'anno scorso la giornata si è ripartita in due fasi: la mattina quella più tecnica, dedicata agli addetti ai lavori con il coinvolgimento di esperti dell'Università di Sassari, assaggiatori dell'Onav provinciale e della Laore, più enologi e sommelier che hanno girato in nove cantine del centro storico; dal tardo pomeriggio quella decisamente più libera con l'arrivo di tutto il paese e anche di persone venute appositamente da fuori.

La formula ha ricalcato in parte le manifestazioni più tipiche sul vino con tanto di cartina in cui erano segnalate le varie cantine da visitare, un punto informativo in cui si prendeva il calice e poi ognuno poteva girare liberamente scegliendo il percorso che riteneva opportuno. Per la Confraternita dell'arvisionadu - che ha messo in piedi l'evento - è stato un successo e allo stesso tempo un passo in avanti per crescere e portare avanti il lavoro svolto sino ad ora. Le chiacchiere sul vino sono continuate sino a tarda notte, tenendo fede al titolo che qualifica la rassegna. Sulla falsariga del verbo "arresionare", appunto "chiacchierare" e l'arvesionadu, è venuta fuori una espressione tutta nuova: "arvisionende" che si può tradurre con "parlare di arvisionadu". Un sottile gioco linguistico che funziona. Tra un sorso e l'altro, le pause sono state cadenzate da papassini neri, pane carasau, formaggio e pancetta. Tutti prodotti ovviamente "made in Benetutti".

Al di là delle discussioni sui singoli vini, messe nero su bianco su un foglio come se fosse una sorta di pagella, anche quest'anno ci si è focalizzati su un punto preciso: il recupero di questo vitigno tradizionale e anche la possibilità o meno che possa essere in qualche modo commercializzato. Vino di nicchia, soprattutto nella sua variante tradizionale, e uno più "leggero" per un pubblico più ampio. Le strade, ora è stato assodato, sono queste e possono essere parallele, senza che nessuna opzione escluda l'altra. D'altronde puntare su un tipo di turismo enogastronomico anche ristretto, soprattutto all'inizio, può essere un banco di prova generale su cui poi impostare un futuro più solido.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  •  (foto: SassariNotizie.com)