Riccardo Iacona venerdì a Sassari
per parlare di femminicidio

Alle 18 sarà al teatro Verdi dove presenterà il suo libro “Se questi sono uomini”
 (foto: NICCOLO' CARANTI, wikipedia Commons)
(foto: NICCOLO' CARANTI, wikipedia Commons)

SASSARI. Il giornalista Riccardo Iacona sarà venerdì alle 18 al teatro Verdi per parlare di femminicidio e presentare il suo libro “Se questi sono uomini” (Chiarelettere). L'evento è stato organizzato da sei librerie cittadine appartenenti alla rete Lìberos e vedrà la partecipazione anche della scrittrice Michela Murgia. Il libro è un approfondimento sugli omicidi di donne compiuti in Italia, un tema delicato e di costante, dolorosa attualità. “E’ una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, nelle famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro, il più protetto e che invece diventa improvvisamente il più pericoloso.” Riccardo Iacona.

I librai sassaresi aderenti a Lìberos, in collaborazione con la Rete delle Donne di Sassari, promuoveranno una sottoscrizione a favore delle associazioni che forniscono supporto alle donne e ai minori vittime di violenza: Aurora, Acos e AIED. Il ricavato (al netto delle spese di organizzazione) verrà consegnato pubblicamente insieme all'elenco delle persone che hanno fatto la sottoscrizione. Questo gesto vuole essere un'azione concreta a favore di chi nel nostro territorio aiuta quotidianamente le donne vittime di violenza.

Alle 11.30 di venerdì 19 aprile, inoltre, Riccardo Iacona incontrerà gli studenti alla Camera di Commercio in via Roma.

Il libro. Uomini che uccidono indisturbati, senza fare scalpore e rumore perché le vittime sono solo donne. Riccardo Iacona racconta un pezzo d’Italia in cui a farla da padrone è ancora la forza maschile brutale e incontrollata. Non siamo in Messico, non siamo a Ciudad Juarez dove milioni di donne muoiono ogni anno. No, siamo nel Belpaese, a volte in città ricche e splendenti, del Nord o del Sud, in piccoli paesi dispersi tra i monti o in bei paesini affacciati sul mare. L’unica cosa che accomuna questi luoghi è la vera e propria strage di donne. Solo nel 2011, racconta il giornalista di Presadiretta, sono state uccise 137 donne, una ogni 3 giorni. Ma nel 2012 cosa accadrà? La stima approssimativa e parziale dell’anno in corso conferma tale cifra.
E il tutto non fa notizia, fa parlare i tg per un minuto scarso, crea scalpore nell’ascoltatore per un momento e poi si cambia pagina perché si pensa che non tocchi mai a noi, ai nostri vicini di casa, alle nostre famiglie e che le povere vittime di questi omicidi vivano in contesti d’ignoranza e povertà.
Iacona però ci dice e ci conferma che non è così, che a essere vittime sono donne di varie tipologie e classi sociali che hanno l’unica colpa di incontrare nella loro strada un mostro. Ammazzate di botte, stuprate, bruciate o mutilate: la violenza e l’efferatezza delle modalità con cui vengono colpite a morte stordisce e colpisce. Prima dell’omicidio di solito c’è la persecuzione, la violenza domestica o la minaccia.
Spesso queste cose sebbene vengano denunciate passano poi inosservate dalle forze dell’ordine e dai media. Sono troppi i casi a cui dovrebbero far fronte. E allora per tutti noi è più facile chiudere gli occhi.
Il giornalista, reso celebre da Michele Santoro in Samarcanda, ci costringe ad aprire gli occhi e a guardare in faccia la sconcertante realtà che porta un Paese come l’Italia a una percentuale di vittime pari ai Paesi del terzo mondo. Con Strage di donne Iacona aiuta il lettore a comprendere questo fenomeno e a far luce su cosa legittima gli uomini a sentirsi ancora così forti e così protetti.

L’autore. Riccardo Iacona non voleva fare il giornalista. Al punto che anche quando già lo stava facendo da parecchi anni, se Michele Santoro non avesse insistito – «Riccardo, non fare il fesso, vai a fare almeno l’esame di Stato!» – oggiAggiungi un appuntamento per oggi non sarebbe neanche giornalista professionista. È una delle tante cose che deve a Michele Santoro e a Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Il raggio verde, Moby Dick, Sciuscià-Edizione straordinaria, le tante trasmissioni nelle quali ha lavorato dal 1988, anno in cui è entrato a far parte della squadra della terza rete Rai diretta da Angelo Guglielmi. Da quel momento in poi è entrato nel «fiume del lavoro», una trasmissione dietro l’altra fino a diventare «autore di se stesso»: da diversi anni, infatti, lavora all’ideazione e alla realizzazione di suoi programmi; prima con la serie dei «W»: W gli sposi, W il mercato e W la ricerca, poi con Case!, Ospedali!, Tribunali! e Pane e Politica; e adesso con Presadiretta, l’ultimo programma a cui sta lavorando, a partire dal quale, nel 2010, ha pubblicato per Chiarelettere il libro "L’Italia in Presadiretta"(2010). Si considera molto fortunato perché sostiene che la Rai in cui ha mosso i primi passi era in forte espansione: era nata da poco una nuova rete, tutta da costruire, ci volevano giornalisti, autori, registi, le tre reti si facevano concorrenza tra loro e si moltiplicavano le trasmissioni di approfondimento giornalistico o comunque di racconto della realtà; insomma, erano decine le botteghe aperte dove un apprendista come lui poteva imparare a usare per la prima volta gli strumenti del mestiere e nutrire qualche speranza di costruire una carriera. Tutto l’opposto di oggiAggiungi un appuntamento per oggi, dove il segno prevalente è quello della sottrazione: meno programmi giornalistici, meno finestre aperte sulla realtà, meno innovazione e meno competizione. Risultato: più conformismo. E migliaia di ragazzi, di giovani giornalisti, che rimangono fuori della porta, alla periferia della professione, senza uno straccio di contratto. È sicuro che se cominciasse adesso non riuscirebbe a fare neanche un decimo di tutto il lavoro che ha prodotto dal 1988 a oggiAggiungi un appuntamento per oggi. Nel 2012, ha pubblicato per Chiarelettere ‹Se questi sono gli uomini›.

 

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