La crisi investe le imprese artigiane:
«Siamo tornati ai livelli del 2002»

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

SASSARI. «L'impatto della crisi sull'artigianato sardo è devastante». Lo denuncia Confartigianato imprese Sardegna, segnalando che il numero delle aziende del settore è sceso sotto quota 40mila, come non accadeva dal 2002. Nel primo trimestre dell'anno hanno chiuso 1.100 imprese, con un saldo negativo di 699, che si è tradotto in un calo dell'1,74%.

In questo quadro il territorio del sassarese è in linea con il dato medio rilasciato dalla Confartigianato. Nel periodo di riferimento il numero delle imprese artigiane presenti nel nord Sardegna è calato di 1,60 per cento: di poco sotto la media regionale. Tendenza diversa nel meridione, dove il comparto di Cagliari ha tenuto restando di poco sotto la linea di galleggiamento con una diminuzione dell’1,14 per cento. Male il nuorese che ha fatto registrare un calo del 2,76 per cento e malissimo l’oristanese che ha ottenuto la maglia nera di questa odiosa classifica con un dato eclatante: - 2,80%.

Attualmente le imprese artigiane ancora in attività sul territorio sardo sono 39.398, esattamente come undici anni fa. Questo significa che nel giro di quattro anni, il benessere dell’Isola è regredito ai livelli del 2002 quando i sardi attraversavano un periodo di relativo benessere. Ma la differenza, tra allora e oggi, sta nel fatto che il futuro dell’economia locale non è altrettanto roseo. Come se non bastasse, attorno a questa crisi ruotano centinaia di famiglie che da un momento all’altro si sono trovate senza uno stipendio stabile. E le difficoltà che stanno colpendo i fondi destinati alla cassa integrazione non fanno altro che peggiorare una situazione già molto fragile.

«Le migliaia di chiusure sono il segnale tangibile che il protrarsi della recessione sta riducendo allo stremo le imprese del terziario artigiano e l'impresa diffusa, che vivono sulla propria pelle il peso insostenibile dell'eccessiva pressione fiscale, del crollo dei consumi senza precedenti, del difficile e costoso accesso al credito, dell'annosa questione della riscossione dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione e di altre imprese», osserva Luca Murgianu, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna. «Però la politica non sembra accorgersene e per questo è necessario proseguire nella linea di forte denuncia della drammaticità della situazione delle imprese, culminata nella Giornata di mobilitazione del 28 gennaio scorso, che deve proseguire facendo un appello al Governo, al Parlamento e alla politica regionale ad agire immediatamente con misure concrete a sostegno della crescita e dell'economia reale. Le nostre imprese hanno fatto tutto il possibile, ora tocca alla politica».

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