Grillo chiama a raccolta i suoi
«È in atto un colpo di Stato»

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

ROMA. Dentro l’aula di Montecitorio i parlamentari regalano un lunga standing ovation al nuovo presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un applauso collettivo e trasversale che abbraccia gli onorevoli del Partito Democratico, del Partito della Libertà, della Lega e di Lista Civica . Fuori, nella piazza che circonda il Parlamento, la folla acclama Rodotà e aspetta l’arrivo di Bebbe Grillo. Un’immagine unica nella storia della politica italiana che descrive, ancora una volta, quanta sia la distanza tra il popolo e i suoi rappresentanti.

Il leader del Movimento Cinque Stelle è atteso davanti a Montecitorio per le 20.00. La scelta di “marciare” su Roma è stato preannunciata qualche ora prima attraverso il blog www.beppegrillo.it. In un post, il comico genovese ha invitato i suoi sostenitori a recarsi in piazza perché “ci sono dei momenti decisivi nella storia di una Nazione”. E in un momento così caldo, Grillo ha chiesto la vicinanza di tutti gli elettori a cinque stelle “Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o muore un paese”.

Un’attesa piuttosto calda che ha spinto le forze dell’ordine a circondare il palazzo dove si è svolto il sesto scrutinio per l'elezione del Capo dello Stato. L’area intorno a Montecitorio è stata presidiata da un ingente numero di carabinieri e poliziotti che hanno tenuto d’occhio i manifestanti che sostenevano l'elezione di Stefano Rodotà. Per la prima volta dall’inizio dei lavori elettorali, gli agenti hanno impugnato gli scudi e legato i caschi alle cinture della divisa. "Non vogliamo Napolitano", "mafiosi, mafiosi", sono stati gli slogan maggiormente scanditi dalla piazza. Su uno striscione c’era scritto "Pd venduto a Berlusconi".

Le accuse di golpe sono state rigettate da gran parte dell'Emiciclo. I presidenti delle Camere, Boldrini e Grasso, hanno garantito la correttezza delle procedure elettorali. Gli esponenti del Pd e del Pdl hanno invitato Grillo a cambiare i toni e rimangiarsi le sue parole. Anche Sel e la Lega hanno gettato acqua sul fuoco delle polemiche.

 

  

 

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