Giorgio Napolitano Presidente
Un "bis" che non ha precedenti

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (foto: Roberto Ferrari, Creative commons)
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (foto: Roberto Ferrari, Creative commons)

ROMA. Giorgio Napolitano è stato rieletto Presidente della Repubblica con 738 voti. È la prima volta che accade nella storia. Dopo una mattinata di disperati appelli da parte dei partiti che gli hanno chiesto la disponibilità a essere rieletto, Giorgio Napolitano - che compirà 88 anni il prossimo 29 giugno - è stato eletto per la seconda volta alla più alta carica dello Stato. Prima di lui anche a Carlo Azeglio Ciampi, nel 2006, fu chiesto da più forze politiche di rendersi disponibile a un 'bis': si dichiararono a favore di un secondo mandato Silvio Berlusconi e l'allora presidente dei Ds Massimo D'Alema. Ma Ciampi disse no. I consensi per la rielezione hanno superato la quota dei due terzi del plenum dei 1007 grandi elettori, ovvero quota 672 mentre Napolitano nel 2006 era stato eletto a maggioranza assoluta dal centrosinistra con 543 voti.

La svolta è arrivata durante la notte quando, bruciati i nomi di Marini e Prodi, una lunga processione si è messa in fila per chiedere a Napolitano di accettare un secondo mandato, come ultima soluzione. Anche i governatori delle Regioni hanno incontrato il Capo dello Stato chiedendogli di dare la propria disponibilità: Napolitano ha riflettuto a lungo e alla fina ha detto ha detto sì con queste parole. «Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un’assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità» ha detto in una nota. 

 “La politica deve trarre un insegnamento dalle vicende di queste settimane: il prossimo presidente della Repubblica deve essere eletto direttamente dal popolo”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dopo l’elezione del capo dello Stato. “Gli italiani devono avere la possibilità di esercitare direttamente, pienamente ed in maniera concreta una sovranità popolare che non può essere confinata alle urla fuori dal palazzo o ai social-network. La modernizzazione della nostra architettura costituzionale è indispensabile per uscire dalla palude e avere istituzioni forti di un’ampia legittimazione popolare, indispensabile ad affrontare le difficoltà di un momento particolarmente difficile per la Repubblica”.

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