«Tu chiamala se vuoi, democrazia»
Grillo torna a parlare dal suo blog

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

ROMA. La manifestazione di piazza, la marcia su Roma, la protesta al “golpettino” alla fine non c'è stata. Dopo la rielezione di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica, i sostenitori del movimento Cinque Stelle hanno atteso a lungo l'arrivo di Beppe Grillo nella capitale. Ma l'ora tarda e, forse, la paura di innescare dei comportamenti violenti tra i suoi simpatizzanti, hanno spinto il comico genovese a posticipare il suo comizio per le 15 di domenica pomeriggio.

Così, dopo una lunghissima conferenza stampa in cui il leader del Movimento ha risposto alle domande dei giornalisti, Grillo è tornato tra i militanti. Non in piazza del Popolo, il luogo che ha ospitato la conclusione trionfale della sua campagna elettorale Tsunami Tour, ma in piazza dei Santissimi Apostoli. Un luogo “lungo e stretto” che non ha consentito al comico genovese di arringare la folla. Arrivato sul posto “la Digos mi ha detto che ci potevano essere dei pericoli. Così sono tornato in albergo”. Ma il dialogo con gli attivisti non è terminato. Questa mattina, dal suo blog, Grillo offre un nuovo punto di vista su quanto avvenuto a Montecitorio nella giornata di sabato: un inciucio firmato Pd e Pdl. “Tutto era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue agende, persino il nome del Primo Ministro Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore dei partiti. Uno tra Amato, D'Alema o Marini avrebbe dovuto essere l'eletto. Rodotà ha rovinato tutto. E di notte, in poche ore (pochi minuti?) si è deciso (ratificato?) il Presidente e la squadra di governo. L'Italia ha perso”. Un'analisi  a cui segue un'altra osservazione. “Coloro che oggi sono designati al comando della Nazione sono i responsabili della sua distruzione. Governano da vent'anni. Per dignità dovrebbero andarsene. Entro alcuni mesi l'economia presenterà il conto finale e sarà amarissimo. Dopo, però, ci aspetta una nuova Italia”.

Durante questi giorni, in molti si sono interrogati sulle scelte fatte da Grillo e sulle ripercussioni che queste avrebbero avuto nel suo elettorato. E, per dovere di cronaca, bisogna ricordare come in tanti lo abbiamo criticato prima che il partito Democratico iniziasse a implodere impallinando tutti i nomi scelti per la carica di presidente della Repubblica: da Marini a Prodi. Per fortuna in democrazia gli esami sono sempre dietro l'angolo e anche in questo caso la votazione per le regionali del Friuli ci permetterà di capire lo stomaco del paese e quale sia lo stato di apprezzamento dei cittadini nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Per ora, a seggi appena chiusi, l'unico dato che emerge è l'astensionismo in forte aumento: un dato eclatante che mostra ancora una volta la sfiducia degli elettori nei confronti del sistema politico italiano.


 

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