ARTE

Cento opere riscoperte al Mus'a
Da oggi finalmente in mostra

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. I raggi X penetrano la tela, vanno oltre i colori e fanno emergere ripensamenti, correzioni, errori, mani diverse. Vedere come la tecnologia possa sondare e svelare gli aspetti meno appariscenti di un dipinto è forse uno degli aspetti di maggior presa per il pubblico. Perché mette a nudo l'arte nella sua dimensione più umana e ne fa emergere gli interrogativi più gustosi. Il restauro di un centinaio di dipinti provenienti dalla collezione di Giovanni Antonio Sanna, in mostra da oggi in maniera permanente al Mus'a - la pinacoteca al Canopoleno in piazza Santa Caterina -, ha aperto squarci inediti e domande stimolanti. Perché potrebbe darsi che tra queste opere si nascondano artisti del calibro di Tintoretto e Guercino. Sono solo ipotesi, ovviamente, che vanno valutate con attenzione e scrupolo. Le attribuzioni sono sempre un argomento delicato e spesso spinoso (in questi mesi c'è stato, ad esempio, il caso dei presunti disegni giovanili del Caravaggio).

Al di là degli aspetti tecnici l'allestimento, a cura di Alma Casula, ha il merito di riportare alla luce un nutrito numero di opere della collezione Sanna andate dimenticate per tanto tempo e che ora arricchiscono sia quantitativamente, sia qualitativamente il patrimonio esposto. Si tratta di quadri e sculture che coprono un arco temporale che va dal Trecento al Cinquecento e che fanno parte della nuova sezione chiamata "Dal Medioevo alla Maniera". Esposte nella sala al primo piano, arrivano in gran parte da chiese delle antiche diocesi di Torres e di Ploaghe, come ad esempio: il crocifisso ligneo della parrochia di San Sisto (istituita ne 1278) e la statua di San Giacomo. Proveniente dal villaggio scomparso di Taniga, rappresenta il momento di passaggio tra il gotico italiano a quello di impronta aragonese. La pittura è rappresentata da artisti di diversa provenienza ed epoca: si va dal Trittico dei Santi Nicola, Antonio Abate e Lorenzo o dei libri, attribuito alla scuola pisana della fine del Trecento, alla quattrocentesca Madonna col Bambino di Bartolomeo Vivarini, firmata e datata al 1473. Senza dimenticare le opere cinquecentesche attribuite alla scuola veneta, al Maestro di Ozieri e alla sua cerchia, al Maestro di Castelsardo.

In contemporanea sono state allestite due mostre che completano e arricchiscono il percorso: “Il Cinquecento ai raggi X” e “Tesori riscoperti dalla Collezione Sanna”. La prima evidenzia come, grazie all'utilizzo di mezzi di indagine spettrale, si possa dare una luce del tutto nuova su alcune opere della collezione Sanna. E le sorprese non sono mancate: tele in precedenza attribuite con certezza al Maestro di Ozieri, mostrano sotto i neon degli ultravioletti mani e stili differenti. Mettendo così in dubbio che dietro la sua figura artistica, che molti identificano con il sassarese Giovanni del Giglio, possa in realtà nascondersi non una singola persona, ma più d'una, tutte attive nel Nord Sardegna. La seconda, invece, fa scoprire una serie di opere che, grazie al restauro, hanno riacquistato la loro bellezza originaria. Anche in questo caso le scoperte non sono mancate come l’esistenza di un dipinto diverso sotto un opera ritenuta fiamminga. Le tavole documentano inoltre la sapienza e l'intuito avuto da Giovanni Antonio Sanna nell'acquistarle tra gli antiquari sia in Sardegna, sia in giro per l’Italia. Ovviamente rimane sempre visitabile anche il resto della pinacoteca che permette al visitatore di fare un viaggio artistico attraverso ritratti, nature morte, vedute, santi, esseri mitologici, ammirando artisti degli ambiti più disparati: dai fiamminghi alla scuola veneta, dal pittore di sua Maestà il re di Sardegna, Giovanni Marghinotti, sino alle opere grafiche di Biasi e Dessy. Spiccano tra le tante: il Compianto sul Cristo morto di Bernardino Lanino (1512 ca.-1583), Santa Lucia su tavola a fondo oro di Gerolamo Giovenone (Novara 1490-Vercelli 1555), l’olio su tavola di sapore nordico raffigurante Santa Caterina d’Alessandria ed una serie di opere fiamminghe fra cui la Madonna dell’Uva appartenuta alla chiesa di San Pietro di Silki.

Nei prossimi mesi sono in programma altre due mostre: una sull'intero percorso artistico di Giovanni Marghinotti, "Il pittore del re" a fine maggio e l'altra sull'Ottocento prevista per luglio.

Orario apertura: dal lunedì al venerdì 9-13,30; di pomeriggio: Lunedì – martedì 15-17. Ingresso gratuito. Per informazioni chiamare: 079231560

Aperture straordinarie: 1 maggio ore 9-14; sabato 4 per Monumenti aperti dalle 17 alle 21; sabato 18 per la Notte dei musei dalle 18-24.
 


 

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