agroalimentare

A Verona splende il Sol d'oro:
non solo vino, ma anche olio di qualità

Gran menzioni per due aziende sarde al 16° Salone internazionale dell'olio d'oliva
di Valentina Guido
Concorso Sol d'oro 2010 (foto: Ufficio stampa Sol d'oro 2010)
Concorso Sol d'oro 2010 (foto: Ufficio stampa Sol d'oro 2010)

SASSARI. Non c’è solo vino in mostra a Veronafiere, ma anche l’olio extravergine d’oliva: da giovedì scorso e fino al 12 aprile, in contemporanea con il Vinitaly, si svolge anche la 16° edizione del Sol, il Salone internazionale dell’olio d’oliva di qualità. E se nel concorso enologico la Sardegna non può vantare alcuna medaglia, ma ben 34 gran menzioni, nel concorso Sol d’oro 2010 è andata bene per l’Accademia olearia di Alghero, anch’essa premiata con una gran menzione nella categoria “fruttato leggero”. Sui gradini del podio, sempre in questa categoria, sono salite ben due aziende del Cile (al primo e al terzo posto) e la laziale Tenuta Piscoianni che ha conquistato il Sol d’argento. Poche soddisfazioni, invece, per il “fruttato medio”, che non ha portato menzioni alle aziende sarde, mentre nella categoria “fruttato intenso” si sono distinti gli olivicoltori di Argei Fattorie Renolia s.a.s. a Gergei. Le medaglie hanno premiato soprattutto gli oli di Lazio, Campania, Sicilia e Toscana.

Le esportazioni. Al Salone internazionale 2010, inoltre, è stata firmata un’intesa importante tra il Ministero dello sviluppo economico e il consorzio olivicolo italiano Unaprol. L’obiettivo è quello d’incrementare le esportazioni dell’olio italiano: l’accordo di programma durerà due anni e prevede il co-finanziamento delle iniziative promozionali all’estero del comparto olivicolo attraverso l’Istituto del commercio estero. L’olio extravergine d’oliva italiano piace sempre di più al di fuori dei confini nazionali ed europei, come dimostrano gli ultimi dati: nel 2010 le esportazioni extraeuropee sono cresciute di tre punti e le previsioni parlano di un più 7 per cento nei prossimi anni. Le aree di consumo più importanti si confermano l’Unione europea e gli Stati Uniti, con una quota rispettivamente del 65 e 9 per cento del totale dell’export made in Italy. Le cose si muovono anche nella lontana Russia, un mercato in cui le esportazioni sono aumentate del 2 per cento.

La produzione. Tutto questo accade mentre la produzione subisce una flessione del 2 per cento a livello mondiale. L’Italia, con 470 mila tonnellate, contribuirà per il 22 per cento al totale della produzione europea.

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