Izs, oltre 600mila euro di investimenti
al servizio della ricerca scientifica

di Antonio Muglia | Twitter: @m_connexction
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Un metodo rivoluzionario di profilassi per alcune specie di pesci, basato non sugli antibiotici ma sugli estratti natuali di alcune piante subtropicali. Si è discusso anche di questo venerdì nella sala della Promocamera, dove sono stati presentati i risultati delle ricerche dell'Istituto zooprofilattico. Lo studio è stato presentato da Fulvio Salati, responsabile del laboratorio di Ittiopatologia e acquacoltura all'Istituto. Insieme al suo team di ricercatori, Salati ha sperimentato il nuovo sistema di profilassi con l'obiettivo di misurarne l'efficacia per combattere le principali malattie dei pesci. «Ci sono specie acquatiche - ha spiegato Salati - tra cui i saraghi, le orate e le spigole che vengono allevate in Sardegna e sono soggette a questo tipo di infezioni. Si tratta nello specifico della vibriosi e la flexibatteriosi marina, che hanno fatto registrare livelli di gravità elevati nell'Isola perché favorite da fattori ambientali. Un primo risultato è stato ottenuto: la sperimentazione in vitro ha avuto successo e poi anche quella negli allevamenti di Oristano, Calasetta, Alghero e Orosei (e uno d'acqua dolce a Desulo) hanno dato ottimi risultati. Il prossimo passo «sarà sviluppare la ricerca utilizzando le alghe del Mediterraneo, così potremo avere un rimedio naturale facilmente reperibile, a basso costo ed ecocompatibile», ha concluso Salati. La giornata si è aperta con i saluti del direttore generale dell'Istituto zooprofilattico Antonello Usai. «La qualità dei progetti dell'Istituto è stata riconosciuta con un investimento di 650mila euro tra il 2010 e il 2012 - ha detto Usai - un lavoro orientato ai problemi sanitari che ha impegnato decine di ricercatori, con ricadute positive sui temi della sanità animale, della sicurezza alimentare e del benessere degli allevamenti».

 

 

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