Marea nera, rinviato il processo
La prima udienza slitta a ottobre

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino

SASSARI. Si è aperto con un nulla di fatto il processo sulla marea nera: l'ondata di olio combustibile che l'11 gennaio del 2011 ha avvolto il golfo dell'Asinara. La prima udienza, che si sarebbe dovuta tenere questa mattina, è stata rinviata all'otto di ottobre. Il giudice non ha avuto neanche il tempo per aprire il procedimento per alcuni problemi nella notifica degli atti.

Il dibattimento, che prenderà il via tra quattro mesi, servirà per valutare la posizione dei presunti responsabili della marea nera. I tre imputati sono accusati di avere causato lo sversamento in mare di circa 36mila litri di olio combustibili attraverso due piccoli fori dell’oleodotto che collega la centrale E.On di Fiume Santo con la banchina portuale. Sul banco degli imputati ci sono il direttore della centrale termoelettrica Marco Bertolino, 45 anni residente a Lodi, in carica dal 2004; e poi per Salvatore Signoriello, 60 anni, direttore a Fiume Santo - quando era ancora Endesa Italia Spa - tra marzo 2000 e luglio 2002; seguito da Francesco Capriotti, 59 anni, dal 2002 fino all'8 settembre 2004. A tutti e tre sono contestati i reati di crollo colposo (riferito alla rottura dell'oleodotto) aggravato dalla previsione dell’evento, e deturpamento di bellezze naturali. Il rinvio a giudizio che ha dato il via al dibattimento pubblico abbraccia la tesi della procura e conferma che nei rispettivi anni di direzione, i tre imputati non avrebbero controllato a sufficienza l'oleodotto, composto di due parti: una esterna, la canala, risultata forata in due punti e una parte interna, la condotta, dove passa effettivamente il combustibile che sarebbe uscito da una giuntura rotta. Nel giudizio sono presenti anche la Provincia e il Comune di Sassari, Porto Torres, Stintino, Sorso, Castelsardo e Santa Teresa di Gallura.

 

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