Le bonifiche del polo industriale
Incontro tra enti locali, Syndial e ditte

Per partecipare sono necessarie competenze specifiche ma anche una solida struttura finanziaria
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Se ne parla da vent'anni ma ora le bonifiche del polo industriale di Porto Torres sembrano più vicine. Anche alle imprese locali che vorrebbero lavorarci in una provincia con il più alto tasso di disoccupazione che continua a contare il numero di posti di lavoro in bilico, proprio a partire dal polo industriale.
Questo pomeriggio c'è stato un incontro molto affollato aperto al pubblico e alle aziende nella sala Angioy della Provincia, in piazza d'Italia. Presenti le stesse parti protagoniste dell'appuntamento di questa mattina: i rappresentanti di Eni, tra tutti l'amministratore delegato di Syndial, Sergio Polito, e gli enti locali: il presidente della Provincia, Alessandra Giudici, l'assessore regionale all'Industria, Sandro Angioni, i sindaci di Sassari, Gianfranco Ganau, Alghero, Marco Tedde, e Porto Torres, Beniamino Scarpa, l’assessore provinciale dell’Ambiente, Paolo De Negri, quello del Comune di Sassari, Monica Spanedda, e il presidente del Consorzio industriale provinciale, Franco Borghetto. Ma anche la rappresentanza dell'Arpas, agenzia regionale per la protezione ambientale.

Gli intenti e il progetto.
Da bonificare ci sono circa 1.200 ettari nel polo industriale di Porto Torres, quattro aree che dovrebbero esser disponibili per nuove attività, per un impegno finanziario da 530 milioni di euro. Il primo intervento da fare è di certo sulla falda acquifera, inquinata in modo omogoneo come ha illustrato il responsabile Syndial della Sardegna, e direttore dell'impianto di Assemini, Francesco Papate. Mentre i terreni sono contaminati in modo diverso, maggiormente vicino agli impianti produttivi, ma ci sono anche aree contaminate da metalli e poi la nota discarica di Minciaredda, meta nel 2008 di un blitz dell'Irs, partito di Gavino Sale (vedi il video).

I tempi.
Secondo l'amministratore delegato Syndial, Sergio Polito: «Ci vorranno circa due anni e una procedura particolare, di avanzata tecnologia per il trattamento delle acque di falda, ed è questo il progetto più importante». Gli anni previsti per l'intera bonifica saranno circa dieci. Tra gli obiettivi dichiarati, oltre alla condivisione con il territorio e con le imprese, continua Polito: «C'è anche l'intento di abbreviare i tempi». Un approccio che viene definito nuovo da parte dell'a.d. Syndial: «Perché interattivo con gli enti locali e le imprese, e lo dimostra questo incontro, e perché sostenibile, nel senso che cerca di valorizzare le imprese locali, con una ricaduta. Se sono in grado di offrire un contributo qualificato».

L'accreditamento delle aziende locali. Di certo c'è bisogno di lavoro, c'è fame di posto di lavoro, lo ha ricordato anche l'assessore regionale all'Industria, Angioni. Le aziende locali per partecipare alle bonifiche devono però avere alcune caratteristiche precise: per prima cosa relative alle competenze (la tecnologia da utilizzare sarà molto avanzata), ma anche per la struttura finanziaria solida, serve una certa forza economica. E poi ha ricordato Polito: «Un aspetto imprescindibile: la sicurezza, gli infortuni zero». Una soluzione potrebbe essere quella dei consorzi.
Regione, Provincia di Sassari, Comuni di Sassari, Alghero e Porto Torres e Consorzio industriale provinciale guardano con grande interesse alle bonifiche anche per un altro aspetto: la loro attuazione potrebbe portare sollievo al territorio e alla drammatica situazione economica che sta vivendo. «Ma affinché questo accada, occorre che si riesca a trovare la formula giusta per coinvolgere le imprese locali e i nostri lavoratori – dicono i rappresentanti del territorio – questo obiettivo è per noi prioritario quanto quello di vedere le bonifiche eseguite al più presto e nel migliore dei modi».


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