Servizi ai disabili nelle scuole
Mancano i fondi, si rischia lo stop

di Francesco Bellu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Per il prossimo anno scolastico i servizi di supporto agli studenti disabili degli istituti superiori della provincia di Sassari rischiano lo stop. È l'Sos lanciato stamattina a Palazzo Sciuti, la Provincia rischia di non riuscire a coprire la somma richiesta a fronte di un aumento esponenziale dei ragazzi che hanno bisogno di assistenza. Dai 67 giovani del 2008 si è passati ai 137 attuali con un aumento delle spese da parte dell'ente da 200 mila euro a quasi 800 mila. In parallelo i fondi statali sono scesi da circa 85 mila euro a zero negli ultimi due anni, quelli regionali si sono mantenuti costanti, mentre le entrate delle province sono andate al ribasso. «È un problema gravissimo. - spiega la presidente della Provincia, Alessandra Giudici - L'allarme è stato sottovalutato dalla Regione. I tagli hanno avuto un peso determinante al diritto allo studio, mentre la popolazione di studenti disabili è aumentata».

L'assessore alla Pubblica Istruzione provinciale Rosario Musmeci parla di trend disarmante «Per coprire il gap, visto che lo Stato non dà più finanziamenti e la Regione lo ha mantenuto pressoché invariato - siamo sui 420 mila euro di media -, la provincia ha dato fondo alle proprie casse. Ma ora siamo in una situazione veramente critica». Fino all'anno scolastico 2008/2009 erano i Comuni a farsi carico dei servizi di supporto agli studenti in difficoltà per tutti gli istituti di ogni ordine e grado; dall'anno successivo per le scuole superiori lo stesso servizio è stato garantito dalla Provincia, all'interno delle azioni volte a garantire il diritto allo studio. Nel passaggio di competenze da Comuni a Province, la domanda di questi servizi è aumentata in maniera costante, tanto che alcune Province, pur di far quadrare i conti, lo hanno erogato attraverso la gestione dei Plus, mentre altre o lo hanno fatto direttamente mediante un appalto oppure attraverso il sistema scolastico provinciale. In tutta l'isola sono 686 i ragazzi serviti, di questi un quarto sono della provincia di Sassari, ha fatto notare il dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Sergio Repetto.

C'è poi un altro aspetto che riguarda i denari arrivati da viale Trento: i fondi non vengono suddivisi in maniera proporzionale ai costi sostenuti ma sulla base del numero complessivo dei disabili certificati che però non corrisponde a quello reale, che sarebbe addirittura più alto. Per questo motivo la Provincia chiede alla Regione «l'erogazione immediata di un finanziamento dedicato a copertura integrale delle spese e che venga fatto tenendo conto dei costi effettivi. Non solo, si richiede anche la predisposizione di linee guida standard che garantiscano la parità di trattamento tra tutti gli studenti disabili ovunque risiedano e qualunque indirizzo frequentino». Nel caso il servizio non parta il prossimo anno non solo si creerebbero disagi sia ai ragazzi, sia alle loro famiglie, ma anche alle persone che sono impiegate nel servizio di assistenza. Solo l'ultimo hanno sono stati 33 gli operatori adibiti per quella di base, 25 gli educatori e 3 i coordinatori.



 

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