Lo Stato deve alla Sardegna 10miliardi
Irs:"Fino al saldo i tributi restano qui"

Militanti Irs (foto: sassarinotizie.com)
Militanti Irs (foto: sassarinotizie.com)

SASSARI. La proposta non è nuova anche se oggi, in tempo di crisi imperante e vertenze che si susseguono senza sosta è quanto mai attuale. Così visto il credito mai riscosso di oltre 10 miliardi di euro che la Sardegna vanta con lo Stato, le imposte sarde non finiranno più a Roma almeno fino a quando il saldo non sarà pari a 0.

Lo sostengono con forza i militanti dell'Irs che stamattina, di fronte all'ufficio dell'Entrate di Sassari (ma l'iniziativa è allargata anche in tutti gli sportelli delle imposte della Sardegna) hanno distribuito volantini per sensibilizzare l'opinione pubblica.

Secondo i militanti i soldi dei tributi versati dai sardi devono rimanere in Sardegna. Le agenzie di accertamento fiscale già presenti devono, e possono, diventare vere e proprie agenzie di riscossione. Anche perché, sottolinea la militante Irs Marta Spada "la Sardegna ha tutte le risorse per garantire ai cittadini servizi efficienti, istruzione, salute, lavoro, ma anche un futuro dignitoso".

Un primo tentativo per trovare una soluzione al problema "credito insoluto", era già stato fatto in passato, quando a capo del governo regionale c'era Renato Soru e di quello nazionale Romano Prodi. Allora, era il 2006, una delegazione regionale aveva raggiunto un accordo di massima con il Governo centrale per il recupero graduale del credito a partire dal 2012. Poco dopo però sono cambiate le poltrone di entrambe le istituzioni e, con l'arrivo di nuovi inquilini al potere, l'idea è naufragata subito.

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