Scuola, i sindaci dal Prefetto
Ma la IV all'Agrario di Bono non si fa

Faccia a faccia stamattina con Marcello Fulvi a Palazzo Sciuti
di Valentina Guido
Gli amministratori del Goceano in Prefettura a Sassari (foto: SassariNotizie.com)
Gli amministratori del Goceano in Prefettura a Sassari (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La quarta classe dell'Istituto agrario di Bono non sarà istituita. Pochi dubbi su questo punto, nonostante le richieste accorate fatte stamattina al Prefetto di Sassari, Marcello Fulvi, dai sindaci del Goceano che pochi giorni fa hanno rassegnato le dimissioni. Dimissioni che rimangono, anche se congelate, perché, come ha spiegato il primo cittadino di Bono, non sono state presentate a caso. Non solo: secondo Piero Molotzu, un analogo movimento si sta sviluppando anche in Logudoro e nel Mejlogu. «E cosa succederebbe se 30 amministrazioni comunali rimanessero senza guida?». Il Goceano è un luogo disagiato, isolato geograficamente, lontano dalle arterie del traffico: pensare di mandare gli studenti a frequentare a Sassari, Nuoro o Ozieri comporta altri sacrifici economici per le famiglie, costretti a spendere per i mezzi pubblici. Una delle situazioni più complicate si vive a Esporlatu, piccolissimo Comune di 500 abitanti dove tre anni fa è stato chiuso lo sportello del Banco di Sardegna mentre le Poste aprono tre volte a settimana. «Lo Stato è lontano, non c'è, ha abdicato al suo ruolo- lamenta il sindaco Luciano Baldino- se qua muore anche la scuola, cosa rimane?». La mancanza di scolarizzazione è l'anticamera della criminalità. E non si paragoni la situazione depressa del Goceano al triangolo Sassari-Porto Torres-Alghero, colpito dalla crisi, ma meno svantaggiato per motivazioni storiche e geografiche. Hanno chiesto una deroga, per l'ennessima volta, perché la IV a Bono interessa a tutte le comunità del circondario.

Ma la deroga è impossibile. Il dirigente scolastico regionale Enrico Tocco è irremovibile, e il dirigente provinciale ha fatto capire che, senza i numeri, non si va da nessuna parte. Lo Stato è in crisi e i tagli colpiscono anche la scuola. «Non si può tenere in piedi un istituto per dieci alunni- ha spiegato il dirigente- perciò capita che si uniscano le elementari alle medie, è giusto così. Non si può avere la scuola sotto casa. E per questo non si può autorizzare una classe di 13 persone, perché questo era il numero delle preiscrizioni all'inizio dell'anno. E se poi la situazione è cambiata, grazie all'opera del reclutamento in extremis fatto dai sindaci per raggiungere il fatidico numero di 18, ormai è troppo tardi». Una parte della responsabilità è del dirigente scolastico dell'Istituto agrario di Bono, che non ha segnalato per tempo il problema alla Regione. Su questo tutti sono stati concordi.

Ma proprio quando sembrava che il sindaco di Bono fosse ben disposto ad accettare l'ipotesi del corso alternativo di 800 ore (anche se l'istituto agrario non ha presentato alcun progetto di autonomia scolastica), il rappresentante dell'assessore regionale Maria Lucia Baire ha pronunciato parole preoccupanti: il finanziamento da 265mila euro, necessario per mettere in piedi i corsi sperimentali sostitutivi, non è affatto acquisito. Si tratta di un procedimento in divenire, sebbene appena due giorni fa un comunicato stampa firmato da Maria Lucia Baire facesse intendere che i soldi sarebbero stati presto disponibili.

Il prefetto di Sassari Marcello Fulvi, da parte sua, ha difeso l'utilità dei percorsi formativi alternativi proposti dalla Regione (sulla scorta di un'idea della Provincia di Sassari), e ha fatto capire che c'è un problema ben più grave da risolvere: «Quello che mi preoccupa è il futuro- ha detto il rappresentante del governo- perché se gli alunni diminuiscono anno dopo anno, ci troveremo sempre a questo tavolo a parlare di queste cose». L'Istituto in pratica, con questi numeri, è destinato a chiudere.

Per quanto riguarda poi le spese che le famiglie devono sostenere per i trasporti pubblici, Fulvi ha proposto un dialogo con l'assessorato regionale ai Trasporti per istituire, ad esempio, borse di studio per gli studenti meritevoli oppure tariffe agevolate per coloro che sono costretti a spostarsi per andare a scuola. Ma ora il vero interrogativo riguarda il finanziamento regionale da 265mila euro che avrebbe dovuto apporre una pezza su un buco di risorse che ormai è diventato una voragine.

Nella foto: Giovanni Dettori sindaco di Anela, Gavino Garau sindaco di Bottida, Pietrina Picca sindaco di Illorai, Pietro Molotzu sindaco di Bono, Dino Dore vicesindaco di Nule, Salvatore Arras sindaco di Burgos, Gianni Murineddu sindaco di Benetutti, Luciano Baldino sindaco di Esporlatu, Francesco Fois di Bultei.

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