energia

Una buona notizia per la Sardegna:
nessun deposito di scorie nucleari

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
La torre di raffreddamento di una centrale nucleare (foto: Wikimedia Commons)
La torre di raffreddamento di una centrale nucleare (foto: Wikimedia Commons)

SASSARI. La lista dei 52 comuni è ancora top secret. Ma leggendo tra le righe quanto riportato dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" la Sardegna non figura tra le Regioni candidate a ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari. Oggi il quotidiano della Confindustria ha pubblicato una mappa dei luoghi ritenuti idonei in base ai criteri adottati dalla Sogin, la società che si occupa della realizzazione del programma nucleare, sulla base degli stessi standard che erano stati utilizzati nel passato. La mappa include una lista finale, composta da 52 comuni, che in queste ore pare il documento più cercato in Italia. I territori potenzialmente idonei per il nucleare sono segnati in rosso sulla mappa, ed è da questo elenco che nei prossimi mesi partirà la ricerca del sito idoneo per il deposito delle scorie (si tratta in realtà di due siti: un deposito per le scorie a breve e media radioattività e uno per i residui a lunga attività). In base a questa mappa, dunque la Sardegna sembrerebbe esclusa dalla scelta anche se, come ricordato la scorsa settimana da Umberto Veronesi, rimane sempre in piedi la possibilità che sull'isola venga costruita una centrale per la produzione di energia nucleare.

Intanto scoppia la polemica politica. Due senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, preannunciano un'interrogazione parlamentare per chiedere che l'elenco venga reso pubblico. «La lista dei 52 siti che per la Sogin potranno ospitare il deposito di scorie nucleari va immediatamente resa pubblica. Lo prescrivono regole minime di trasparenza e democrazia, lo impone la necessità di scongiurare nuovi casi Scanzano Jonico. È scandaloso - aggiungono i senatori del Partito democratico - che la lista preparata dalla Sogin sia tenuta segreta dal governo». Palazzo Chigi ha risposto tramite il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saia. «La Sogin ha fatto un ottimo lavoro - ha detto Saia - ma si tratta di una base di partenza per una decisione che non abbiamo ancora preso e non abbiamo intenzione di prendere oggi». Saia ha chiarito che i depositi saranno di superficie e non geologici e che sorgeranno accanto ad un polo tecnologico. «Saranno un luogo vivo e non un cimitero», ha concluso il sottosegretario.


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